Tu non sai, Alda Merini

Te l’ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati
volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.

I grandi poeti sanno fare questo stacco tra la loro morte
cerebrale, fisica e la vita di tutti, parlano come dall’aldilà.

A. Merini

 

Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore. Pensa che un albero canta e ride. Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.

Alda Merini, L’anima innamorata, Frassinelli, Milano 2000

[Video: Alda, Ricky Farina]

[Per  Discorsi per la poesia, un breve film di Ricky Farina dedicato ad Alda Merini, dove ci parla del mistero della poesia, e della sua poesia, e dove si ha la possibilità di passare qualche minuto con questa poetessa, dalla semplicità e carica umana unica.]

9 thoughts on “Tu non sai, Alda Merini

  1. massimobotturi ha detto:

    Conosco Ricky e il suo estro/amore. E ho conosciuto la Merini, che voglio di più? ☺

    • Gilda ha detto:

      Sei molto fortunato Massimo 🙂 Puoi lasciarci le tue impressioni o la tua esperienza su entrambi se ti può far piacere 🙂

      • massimobotturi ha detto:

        Riccardo l’ho conosciuto anni fa sul sito Liberodisrivere, una delle vetrine di scrittura più belle in rete, che ospitava noi tanti dilettanti appassionati, e anche un po’ narcisi.
        Ci leggevamo e commentavamo a vicenda, pur diversi nei contenuti e nello stile.
        Lui molto sottile, ironico, con una vena satirica molto intelligente.
        Io un pargolo ingenuo che emulava Neruda e l’adorazione della donna.
        Ci siamo incontrati a Milano, tempo dopo, in varie occasioni, cementando quelle che sono state da subito le affinità, una certa idea di società civile, l’amore per la poesia e per la musica. Ora ci siamo un po’ persi di vista, del resto a dire il vero ho perso di vista tutti, il lavoro mi assorbe quasi tutto il tempo e le energie non più giovanili .
        La Merini l’ho incontrata durante la presentazione di un suo libro, forse l’ultimo, tutto intriso di misticismo.
        Più che la poetessa ho apprezzato la donna, una donna anziana, bisognosa di tutto, fosse anche un semplice e mancato passaggio in auto da casa sua sui navigli, fino a Rho, nella biblioteca pubblica dove si teneva l’incontro. Una donna provata dall’esperienza tremenda del manicomio, onnipresente in ogni suo frammento di racconto. Ricordo l’esibizione di una scultura, messa poi all’asta, che rappresentava lei a seno nudo, del resto è sempre stata un po’ fuori dal coro, adorabile, assolutamente adorabile.
        A una maestrina intervenuta , che si incaponiva a chiederle dove trovasse ispirazione, raccontò bruscamente alcuni episodi più dolorosi, tra l’altro presenti in alcuni suoi testi, del suo vissuto.
        Voltandosi altrove subito dopo, molto spazientita. Ricordo le tantissime sigarette fumate nonostante il divieto e il sorriso che mi fece quando le regalai una copia di un mio libro, sicuramente finito in qualche caminetto . Ci fu un periodo in cui volevano allontanarla dalla sua casa, temendo qualche colpo di testa di una persona considerata, per bene che andava, “strana”. Tipo lasciare aperto il gas, o cose del genere.
        Provai a lanciare in rete una sorta di appello di solidarietà, trovandole magari qualche volontario che si offrisse di farle compagnia o aiutarla nelle faccende domestiche. Il mensile cattolico “Vita” mi contattò
        e pareva proprio la cosa andasse in porto. Non se ne fece nulla, a dire il vero non ricordo nemmeno il motivo. Forse un ricovero, sono passati anni. Mi sarebbe piaciuto avere altri incontri con lei, ma non c’è stato né il modo né il tempo. Sono comunque felice di averla conosciuta, e soprattutto di averla goduta nella sua dimensione più umana, non mitizzata come in quel periodo era uso fare.

        p.s. ho letto anch’io la critica mossa al suo talento, tempo fa, e credo sia del tutto fuori luogo, indipendentemente dal gradimento, dal gusto. A mio avviso non è possibile stabilire dei parametri rigorosi per definire un poeta tale; alcune sue liriche mi mettono i brividi, altre un po’ meno, ma raccontare la vita nelle sue pieghe più nascoste sono capaci in pochi e lei a mio avviso è stata una di quei pochi.

      • Gilda ha detto:

        Grazie massimo per la tua personale e preziosissima testimonianza, te ne sono davvero grata 🙂

      • massimobotturi ha detto:

        Grazie a te cara, Un abbraccio

  2. marzia ha detto:

    ..cosa si può mai aggiungere a quanto lei ci ha lasciato..

  3. Gilda ha detto:

    Hai ragione marzia, ma è possibile se non necessario aggiungere altro. Lo dico perchè purtroppo, nonostante tutto ciò che lei ci ha lasciato, ho avuto modo di leggere non molto tempo fa un articolo nel quale si affermava che la Merini in realtà non fosse una poetessa… è chiaro che chi sostiene ciò non ha mai letto una sua raccolta, e mi riferisco a cose tipo “La terra santa”, non a racconte di aforismi e citazioni dalla dubbia provenienza.

  4. natipervivereblog ha detto:

    “Pensa che in un albero c’è un violino d’amore”
    questo è il vero senso della vita, e oggi non potevo chiedere di più!
    Adriana

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