da “Lettera a D.”, André Gorz”

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Stai per compiere ottantadue anni. Sei rimpicciolita di sei centimetri, non pesi che quarantacinque chili e sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Porto di nuovo in fondo al petto un vuoto divorante che solo il calore del tuo corpo contro il mio riempie. […] La notte vedo talvolta la figura di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un carro funebre. Quest’uomo sono io. Sei tu che il carro funebre trasporta. Non voglio assistere alla tua cremazione; non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri. Sento la voce di Kathleen Ferrier che canta “Die Welt ist leer, Ich will nicht leben mehr, il mondo è vuoto non ho più voglia di vivere” e mi sveglio. Spio il tuo respiro, la mia mano ti sfiora. Ciascuno di noi vorrebbe non dover sopravvivere alla morte dell’altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme.

André Gorz – “Lettera a D. Storia di un Amore”

(Foto: André Gorz con la moglie Dorine)

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IL LIBRO


lettera a d.André Gorz (pseudonimo di Gerhart Hirsch) pubblicò “Lettera a D.” nel 2006, una lunga lettera nella quale ripercorre l’intensa storia d’amore con sua moglie Dorine. Fondatore della teoria dell’ecologia politica, nonostante le numerose pubblicazioni di carattere filosofico e l’importanza che ebbero, sarà ricordato dal più vasto pubblico proprio per questo suo ultimo testo e per il suo forte legame con l’inseparabile moglie.Il 22 settembre 2007, a distanza di circa un anno dalla prima edizione di “Lettera a D”, Gorz, 84 anni, e sua moglie Dorine, da tempo affetta da una grave malattia degenerativa, si suicidarono nella loro casa di Vosnon.

Ecco, tu sgorghi a un tratto… Gonzalo Rojas

uguste Rodin, L'idolo eterno (particolare)
Ecco, tu sgorghi a un tratto,
voce e fiamma,
e sei bianca e flessibile,
e mi guardi,
ferma, io voglio sospingerti e tu,
ferma,
mi guardi, come me,
candidi entrambi,
e si fa rossa la marea, mi bacia
con le tue labbra,
è inverno e io m’inoltro
in un porto con te,
dentro la notte.
E non v’è telo ove giacere, nulla
v’è, neanche il sole,
in nessun luogo
e non v’è stella da strappare ai cieli,
e noi, smarriti,
non sappiamo nulla
di ciò che accade,
perché mai l’immensa
nudità ci divori, perché il vento
gema nel buio come una donna folle
dimenticata,
contro la bufera.
È ora, ora – concedi –
che ti stagli
chiara, che più ti voglio,
che mi assale
la tua profonda voce di sorgente,
ora, permettimi la congiunzione
del mio bacio al tuo bacio,
di toccarti
come il sole, concedi,
e di morire.
Toccarti, unirti al giorno del mio corpo,
strapparti i più alti cieli dell’amore,
in queste vette
dove regnai un giorno,
sollevarti tra raffiche d’aurora,
volare,
diecimila diecimila
anni con te volare,
solo un attimo,
ma eternamente,
prolungare il volo.
Gonzalo Rojas
(Foto: Auguste Rodin, L’idolo eterno – particolare)

incipit… è da lì che tutto ebbe inizio: Lolita di V. Nabokov

lolita kubrick

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta

Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”

Lolita, V. Nabokov

(Foto: dal film di S. Kubrick, Lolita – 1962)

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IL LIBRO

  “… da quella pregustata estasi sarebbero scaturiti soltanto dolore e  orrore.”

Unololita tra gli incipit più belli di uno dei più bei romanzi della letteratura mondiale, un amore morboso e dissacrante raccontato con raffinatezza e affilato sguardo. Lolita, il capolavoro indiscusso di Vladimir Nabokov, pubblicato nel 1955 a Parigi, è insieme amore perversione gioco lotta pulsione, un’altalena di emozioni dove, in un alternarsi di ruoli vittima-carnefice, i protagonisti, una ragazzina dodicenne e un uomo di mezza età “consumeranno” i loro giorni. Non è esclusivamente un romanzo sulla perversione umana, non un romanzo sull’amore, né su  colpa e il perdono, non è espiazione o forse è tutto questo e altro ancora… Lolita…

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