C’è silenzio tra una pagina e l’altra, Valerio Magrelli

 

C’è silenzio tra una pagina e l’altra.
La lunga distesa della terra fino al bosco
dove l’ombra raccolta
si sottrae al giorno,
dove le notti spuntano
separate e preziose
come frutta sui rami.

In questo delirio
luminoso e geografico
io non so ancora
se essere il paese che attraverso
o il viaggio che vi compio.

Valerio Magrelli, da Ora serrata retinae (Feltrinelli Poesia, 1980)

[Foto: Rodney Smith]

Preferisco venire dal silenzio, Valerio Magrelli

magrelli

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Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.

 

Prefiero venir del silencio
para hablar. Preparar la palabra
con cuidado, para que llegue a su ribera
deslizando sumisa como un barco,
mientras la estela del pensamiento
dibuja la curva.
La escritura es una muerte serena:
el mundo vuelto luminoso se ensancha
y quema para siempre una esquina suya.

 

Valerio Magrelli, Sulla scia dei piovaschi – Poeti italiani tra due millenni, (ed. Archinto, 2015)

 

Traduzione: cctm
[Foto: Valerio Magrelli]

dal Centro Culturale Tina Modotti
https://cctm.website/

Amo i gesti imprecisi, Valerio Magrelli

jean-mounicq

 

Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
Dentro qualcosa balla.

 

Valerio Magrelli (Roma, 1957), da Nature e venature (Mondadori, 1987)

[Foto: Jean Mounicq]