Corpo Nudo, G. Ritsos

 

 

Genova, Cimitero di Staglieno_tomba di Orsini_Foto Leonardo Bistolfi

 

Queste minime cose
per noi due
come son grandi.
Tutte.

G. Ritsos

 

 

 

Neanche stanotte la luna piena.
Ne manca una parte.
Il tuo bacio.

Quando mi posavi la mano
sul ginocchio o sulla spalla,
o sul fianco
cambiava posa il mondo.

Ci spogliammo.
Chiudemmo fuori dalla porta
le case, i cani,
i giardini, le statue,
la morte.

Le mie mani ti ricordano
più profondamente della memoria.

Come mi sollevano in alto
i tuoi baci.
Mi perdo.
Tienimi.

Suonano alla porta.
Suona il telefono.
Niente.
Non ci siamo.
Noi due insieme
non ci siamo.
E la pioggia cospiratrice.

Circoli nel mio sangue,
mi riempi il corpo.
Contengo il mondo.

Non avevo da aggiungere
altro verso,
altra parola.
Nel tuo corpo vivevo
tutta la poesia.

Tutta notte
il tuo nome
mi cinguetta in bocca,
mi beve la saliva,
mi beve.
Il tuo nome.

Mi van strette le notti
in tua assenza.
Ti respiro.

Accendo fiammiferi,
mi taglio le unghie,
buco le lenzuola.
Manchi.

Queste minime cose
per noi due
come son grandi.
Tutte.

*

G. Ritsos, Erotica, “da  Corpo nudo

 

[Foto: Leonardo Bistolfi, Genova, Cimitero di Staglieno, tomba di Orsini]

Sovrumana dolcezza, Umberto Saba

genova-cimitero-di-staglieno_tomba-di-orsini_foto-leonardo-bistolfi

 

Sovrumana dolcezza
io so, che ti farà i begli occhi chiudere
come la morte.

Se tutti i succhi della primavera
fossero entrati nel mio vecchio tronco,
per farlo rifiorire anche una volta,
non tutto il bene sentirei che sento
solo a guardarti, ad aver te vicina,
a seguire ogni tuo gesto, ogni modo
tuo di essere, ogni tuo piccolo atto.
E se vicina non t’ho, se a te in alta
solitudine penso, più infuocato
serpeggia nelle mie vene il pensiero
della carne, il presagio

dell’amara dolcezza,
che so che ti farà i begli occhi chiudere
come la morte.

Umberto Saba, Sovrumana dolcezza

 

[Foto: Leonardo Bistolfi, tomba di Orsini, Cimitero di Staglieno,  Genova]