Spazio, Anna Swirszczynska

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Sono uno spazio
disabitato.
Non popolatemi,
non ammobiliatemi,
non mettetemi dentro niente.

 

 

Sono uno spazio
disabitato.
Vi prego,
non popolatemi.
Non mettetemi dentro niente.
Nè sedia, né speranza di resurrezione,
né tavola pitagorica,
né scopo,
né codice stradale,
né nome, né età, né sesso.

E neppure un’ epoca con tutte le sue pene,
né l’appartenenza al genere umano.

Sono uno spazio
disabitato.
Non popolatemi,
non ammobiliatemi,
non mettetemi dentro niente.

Sono uno spazio
allo stato puro.
Perfetta,
non intorbidita,
da tutto
libera.

 

Anna Swirszczynska, Spazio, trad. Giorgio Origlia in Poesia Crocetti 344

 

[Non so se esista ormai al mondo uno spazio tale, nel mondo esterno come in quello interno sembra che uno spazio simile sia vietato. Forse prima della nascita, forse ancor prima, forse nell’Universo, nel caos primordiale (che tanto ci spaventa e affascina) ma da uno spazio così, in un mondo fatto di vite segnate da mille confini e perciò cicatrici, si potrebbe ripensare la vita, l’esistenza tutta. ]