Dopo essermi scoraggiato… C. Pavese

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Dopo essermi scoraggiato di ogni cima più alta,
dopo aver perduto ogni rispetto di me stesso,
ridotto a un povero straccio umano
senza più forma,
per un istante accanto a te ho rivissuta la fiamma
che mi accendeva negli anni più belli:
povera fiamma che sta per spegnersi,
che, come te, è una mia illusione
di cui non sono degno:
pure m’ha riacceso e sorrido.

 

Cesare Pavese, da Prima di “Lavorare stanca” 1923-30, in Poesie, Einaudi

 

[ Foto: Monty Kaplan ]

Penso a come dire questa fragilità che è guardarti… M. Benedetti

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A D.

Penso a come dire questa fragilità che è guardarti,
stare insieme a cose come bottoni o spille,
come le tue dita, i tuoi capelli lunghi marrone.
Ma d’aria siamo quasi, in tutte le stanze
dove ci fermiamo davanti a noi un momento
con la paura che ci ha assottigliati in un sorriso,
dopo la paura in ogni mano, o braccio, passo,
che ogni mano, o braccio, passo, non ci siano.

 

___________

 

A D.

Pienso cómo hablar de esta fragilidad que es mirarte,
estar junto a las cosas como botones o broches,
como tus dedos, tus cabellos largos y marrones.
Pero de aire casi somos, en todas las estancias,
en donde nos detenemos delante de nosotros un momento,
con el miedo de que nos han agudizado en una sonrisa,
después del miedo en cada mano, o brazo, o paso,
que cada mano, brazo y paso no hayan sido.

 

Mario Benedetti, Umana gloria  ( Mondadori Editore, 2004)

[Foto: Pak Demarest]