Papaveri in ottobre, Sylvia Plath

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Nemmeno le nubi assolate possono fare stamane
gonne così.
Né la donna
il cui rosso cuore sboccia prodigioso dal mantello.
Dono, dono d’amore
del tutto non sollecitato
da un cielo
che in un pallore di fiamma accende i suoi
ossidi di carbonio,
da occhi
sbigottiti e sbarrati.
O Dio, chi sono mai
io da far spalancare in un grido queste tarde bocche
in una foresta di gelo,
in un’alba di fiordalisi.

Sylvia Plath, Papaveri in ottobre (da I capolavori di Sylvia Plath, Oscar Mondadori, 2010)

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Even the sun-clouds this morning cannot manage such skirts.
Nor the woman in the ambulance
Whose red heart blooms through her coat so astoundingly –

A gift, a love gift
Utterly unasked for
By a sky

Palely and flamily
Igniting its carbon monoxides, by eyes
Dulled to a halt under bowlers.

Oh my God, what am I
That these late mouths should cry open
In a forest of frosts, in a dawn of cornflowers.

Sylvia Plath, Poppies in October (27 October 1962)