Da ieri per oggi, Rafael Alberti

photo Matthew Leonard

 

tutta vergine torni a me la parola precisa,
vergine il verbo esatto con il giusto aggettivo.

R. Alberti

 

Dopo questo disordine imposto, questa fretta,
questa urgente grammatica necessaria in cui vivo,
tutta vergine torni a me la parola precisa,
vergine il verbo esatto con il giusto aggettivo.

E quando dico che è verde il monte, il prato,
ral cielo confermando il suo azzurro come al mare,
il mio cuore si senta appena inaugurato
e la mia lingua avverta l’inedito stupore del creare.

Rafael Alberti, da Poesie: Tra il garofano e la spada, (a cura d’Ignazio de Logu, Roma, Newton Compton, 1977)

 

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De ayer para hoy

Después de este desorden impuesto, de esta prisa,
de esta urgente gramática necesaria en que vivo,
vuelva a mi toda virgen la palabra precisa,
virgen el verbo exacto con el justo adjetivo.
Que cuando califique de verde al monte, al prado,
repitiéndole al cielo su azul como a la mar,
mi corazón se sienta recién inaugurado
y mi lengua el inédito asombro de crear.

Rafael Alberti, Entre el clavel y la espada (1941)

[Foto: Matthew Leonard]

L’angelo sopravvissuto, Rafael Alberti

Nike di Samotracia_particolare

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L’ultima voce di un uomo insanguinò il vento.
Tutti gli angeli persero la vita.
Fuorché uno, ferito, con l’ali mozze.

R. Alberti

 

Ricordatevi.
La neve portava gocce di ceralacca, di piombo fuso
e dissimulazione di fanciulla che ha dato morte a un cigno.
Una mano inguantata, la dispersione della luce e il lento assassinio.

La disfatta del cielo, un amico.

Ricordatevi di quel giorno, ricordatevene
e non dimenticate che la sorpresa paralizzò il polso e il colore degli astri.
Nel freddo, morirono due fantasmi.
Tre anelli d’oro, da un uccello
furono trovati e seppelliti nella brina.
L’ultima voce di un uomo insanguinò il vento.
Tutti gli angeli persero la vita.
Fuorché uno, ferito, con l’ali mozze.

 

Rafael Alberti, L’angelo sopravvissuto (in La donna, la libertà, l’amore. Un’antologia del surrealismo, 2008, Mondadori)

(Trad. Vittorio Bodini)

 

 

Acordáos.
La nieve traía gotas de lacre, de plomo derretido
y disimulos de niña que ha dado muerte a un cisne.
Una mano enguantada, la dispersión de la luz y el lento asesinato.
La derrota del cielo, un amigo.
Acordáos de aquel día, acordáos
y no olvidéis que la sorpresa paralizó el pulso y el color de los astros.
En el frío, murieron dos fantasmas.
Por un ave, tres anillos de oro
fueron hallados y enterrados en la escarcha.
La última voz del hombre ensangrentó el viento.
Todos los ángeles perdieron la vida.
Menos uno, herido, alicortado.

 

Rafael Alberti, El àngel superviviente

 

[Foto: Nike di Samotracia, Pitocrito, 200-180 a.C.]