Cercavo te nelle stelle, Primo Levi

yama bato

Perché mancavi, nelle lunghissime sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
Io uno sbaglio del mondo.

Primo Levi

 

Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghissime sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio del mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato il NO da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo e una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’ eri Tu.

11 Febbraio, 1946
Primo Levi – da Ad ore incerte (Garzanti, 1984)

 

[Foto: Yama Bato]

Nachtwache-Guardia notturna, Primo Levi

primo-levi

 

 

<< A che punto è la notte, sentinella? >>

<< Ho sentito il gufo ripetere
La sua concava nota presaga,
Stridere il pipistrello alla sua caccia,
La biscia d’acqua frusciare
Sotto le foglie fradice dello stagno.
Ho sentito voci vinose,
Impedite, iraconde, sonnolente
Dalla bettola presso la cappella.
Ho sentito bisbigli di amanti,
Risa e rantoli di voglie assolte;
Adolescenti mormorare in sogno,
Altri volgersi insonni per desiderio.
Ho visto lampi muti di calore,
Ho visto lo spavento di ogni sera
Della ragazza che ha smarrito il senno
E non distingue il letto dalla bara.
Ho sentito l’ansito rauco
Di un vecchio solo che contesta la morte,
Lacerarsi una partoriente,
Il pianto di un bambino appena nato.
Stenditi e prendi sonno, cittadino,
É tutto in ordine; questa notte è al suo mezzo>>.

10 agosto 1983

Primo Levi, Ad ora incerta (“Gli Elefanti”, Garzanti, 1984)

[Foto: Primo Levi]