Avremmo potuto… Nanni Balestrini

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Avremmo potuto farne a meno,
gli alberi fanno troppo rumore,
ma cosa ci stanno a fare

i cavalli, ciascuno per suo conto
avremmo finito per perderci,
fare ritorno, fare

tutto quello che vuoi, certe
volte gli alberi riescono
a crescere in direzione del cielo

aspirando l’esplosione nell’istante
inatteso, aspettando che finisca
di piovere, ispirati dall’istinto

corrrendo da una parte all’altra
ispidi, istigati dall’isteria,
il cuore pieno di bottoni,

le dita immerse, anguiformi,
com’erano belle dalla barca,
soffiamoci sopra, fine.

 

Nanni Balestrini, da Corpi in modo e corpi in equilibrio (In come si agisce e altri componimenti, DeriveApprodi, 2015)

 

 

Sei un amore perché sei… Davide Rondoni

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Sei un amore perché sei
un racconto

e partono in te
i velieri della fine,

appaiono
un attimo sui parabrezza bagnati
i nomi di città sconosciute

i violinisti si sono addormentati
e sognano e suonano e sognano

sbagliando qualche nota ma
portano il pianto inaudito dei cristalli

custodisci i miei
respiri
lasci impronte così nascoste
che le troverà solo il demonio o l’ultimo
degli angeli prima di mettere il cappello e
spegnere la luce

co gli occhi di un ferito è entrato
travestito alla festa
chiedendo c’è da bere qualcosa
e alzava brindisi da lontano strappandoci
il cuore.

Amore che non riesce a chiudere
il ventaglio dei baci

si confonde come uno in stazione
che guarda i treni, non sa mai partire
sperduto e felice –

sei un amore e sei un racconto
che ogni notte mi dimentico

e leggo nelle nuvole che lo scrivono

inquiete nei venti contrari
rubando luce ai visi attoniti di santi dipinti
e alle bici abbandonate sui binari

tutte le morti che hai traversato e le nascite
ti porgono il braccio –

sono lo stesso momento di sempre
da quando hai alzato lo sguardo

e il tuo respiro ha reciso il mio nome dal niente

_

Davide Rondoni (da La natura del bastardo (Mondadori, 2016)

dal sito: http://internopoesia.com/

[Foto:Ruth Bernhard , Golden Light, 1962]

Ci vorrebbe proprio tutto… Francesca Serragnoli da “Aprile di là”

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Ci vorrebbe proprio tutto
il tempo di cucire un bottone.
Quel fermarsi
in quel punto della camicia
su e giù con l’ago
e il filo lungo che va in alto e scende.
Quel andare al di là e tornare, basterà?

Il viaggio di una madre
il puntino luminoso della sua mano
che dal cielo scende
e sale un filo che fra le dita
sembra attraversare niente.

Io ti avevo stretto la mano
nella panca della chiesa dei Servi
sentivo che piangevi
non sapevo come ricucire
il fiore sdraiato del tuo respiro
con tutte quelle radici al vento.

 

Francesca Serragnoli, da Aprile di là

[Foto: Anna O.]

In che verso va il mondo

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Vi segnalo un piccolo programma dedicato alla poesia,  arrivato  quest’anno alla sua quarta edizione. Il programma è terminato solo poche settimane fa, ma  è possibile vederlo e ri-vederlo in Rete.

Davide-Rondoni-scatto-di-Simone-Comi-319x475Si tratta del programma, andato in onda su RTVsanmarino, In che verso va il mondo di Davide Rondoni – uno tra i poeti e scrittori più attivi del panorama italiano, soprattutto in tema di divulgazione del verso. Sono puntate di appena 10 muniti l’una, che hanno il pregio di affiancare le grandi voci di ieri a quelle di oggi, senza mai dimenticare di dar spazio alla poesia giovane.

Il tema di questa edizione è la donna, il mistero della femminilità. Tema quanto mai attuale: “la poesia è femmina. Donne poetesse, lungo i secoli; scrittrici contemporanee; donna in versi indagata da occhi maschili”.

Buona visione!

http://www.smtvsanmarino.sm/video/programmi/verso-va-mondo/verso-va-mondo-18-03-2016-18-03-2016

Così i nostri giorni, Attilio Bertolucci

Attilio bertolucci

 

I piccoli aeroplani di carta che tu
fai, volano nel crepuscolo, si perdono
come farfalle notturne nell’aria
che s’oscura, non torneranno più.

Così i nostri giorni, ma un abisso
meno dolce li accoglie
di questa valle silente di foglie
morte e d’acque autunnali

dove posano le loro stanche ali
i tuoi fragili alianti.

Attilio Bertolucci