Il giardino, Jacques Prévert

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Mille anni e poi mille
Non possono bastare
Per dire
La microeternità
Di quando m’hai baciato
Di quando t’ho baciata
Un mattino nella luce dell’inverno
Al Parc Montsouris a Parigi
A Parigi
Sulla terra
Sulla terra che è un astro.

Jacques Prévert, Il giardino

 


LE JARDIN

Des milliers et des milliers d’années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d’éternité
Où tu m’as embrassé
Où je t’ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l’hiver
Au parc Montsouris à Paris
À Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.

Jacques Prévert

[Foto: Robert Doineau]

A Climene, P. Verlaine

Asiza

 

così sia!

P. Verlaine

 

Mistiche barcarole,
romanze senza parole,
cara, poiché i tuoi occhi
color del cielo,

poiché questa tua voce,
insolita visione che mi scuote
e mi turba l’orizzonte
della ragione,

poiché l’aroma insigne
del tuo pallore di cigno,
e poiché il candore
del tuo odore,

poiché tutto il tuo essere,
musica penetrante,
nimbi d’angelo morti,
toni e profumi,

ha condotto il mio cuore
sottile in sua corrispondenza
con alme e cadenze,
così sia!

 

P. Verlaine, A Climene

 

[Foto: Asiza ]

Stagioni, Paul Eluard

Il centro del mondo in noi e dovunque

P. Eluard

 
I
Il centro del mondo in noi e dovunque
Una strada si offri’ al sole
Dov’era lei e di qual peso
Nella luce supplicante
Dell’inverno nato dal minimo amore
Dell’inverno un piccolo infelice
Col suo seguito di stracci
Col suo corteo di paure
E di piedi freddi sulle tombe
Nel dolce deserto della strada.

II

Il centro del mondo in noi e dovunque
D’improvviso la terra benvenuta
Fu una rosa di fortuna
Visibile con biondi specchi
Dove tutto cantava a rosa aperta
A foglia verde a bianco metallo
Di ubriachezza e di calore vischioso
Oro si’ oro per nascere al suolo
Sotto la schiacciante moltitudine
Sotto la vita opprimente e buona.

P. Eluard, da Poesie (Newton, 1990)

Le passanti, Pol-Brassens-De Andrè

 

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Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà…
_
Antoine Pol
_
Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c’era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l’hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto
e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l’unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità interviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

 

Antoine Pol, Le passanti (traduzione di Fabrizio De Andrè)

[Video : Les passantes, George Brassens]

 

[le Passanti, cantata da De André si ispirata alla canzone di francese George Brassens (1972). Le parole  del testo non sono né dell’uno né dell’altro, ma di Antoine Pol, poeta fino ad allora sconosciuto. Poesia della quale Brassens si innamorò fin da subito facendone un  meravigliso testo, musicale e poetica insieme .
Antoine Pol, che all’ epoca aveva 85 anni, morì di vecchiaia una  settimana prima della data del loro incontro. Uno dei più grandi rimpianti di Brassens sarà proprio quello di non aver conosciuto quest’ uomo.]

Antoine Pol  (Douai nel 1888-1971), fu  capitano d’ artiglieria. Solo al  suo pensionamento si dedicò alle sue vere passioni ed in particolare alla poesia. Les passantes è tratta dalla raccolta Emotions poétiques, del 1918.

 

Elevazione, Charles Baudelaire

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Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l’etere, al di là dei confini delle sfere stellate,
anima mia tu ti muovi con agilità,
e, come un bravo nuotatore che fende l’ onda,
tu solchi gaiamente, l’immensità profonda
con indicibile e maschia voluttà.
Via da questi miasmi putridi,
va’ a purificarti nell’aria superiore,
e bevi come un puro e divin liquore
il fuoco chiaro che riempie i limpidi spazi.
Alle spalle le noie e i molti dispiaceri
che gravano col loro peso sulla grigia esistenza
felice chi può con un colpo d’ala vigoroso
slanciarsi verso campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole,
verso i cieli al mattino spiccano un volo
– che plana sulla vita. e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

C. Baudelaire, Elevazione (I fiori del male, 1857)

Au-dessus des étangs, au-dessus des vallées,
Des montagnes, des bois, des nuages, des mers,
Par delà le soleil, par delà les éthers,
Par delà les confins des sphères étoilées,
Mon esprit, tu te meus avec agilité,
Et, comme un bon nageur qui se pâme dans l’onde,
Tu sillonnes gaiement l’immensité profonde
Avec une indicible et mâle volupté.
Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides;
Va te purifier dans l’air supérieur,
Et bois, comme une pure et divine liqueur,
Le feu clair qui remplit les espaces limpides.
Derrière les ennuis et les vastes chagrins
Qui chargent de leur poids l’existence brumeuse,
Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse
S’élancer vers les champs lumineux et sereins;
Celui dont les pensers, comme des alouettes,
Vers les cieux le matin prennent un libre essor,
– Qui plane sur la vie, et comprend sans effort
Le langage des fleurs et des choses muettes!

C. Baudelaire, Elévation (Les fleurs du mal, 1857).

[Foto: Surreal art work, dal web]

Le mani di Elsa, Louis Aragon e The Spoils, Massive Attack

 

But I somehow slowly love you
And wanna keep you the same
Well, I somehow slowly know you

The Spoils, Massive Attack ft. Hope Sandoval

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Taccia il mondo per un attimo almeno

Louis Aragon

 

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Dammi le tue mani per l’inquietudine
Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato
Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine
Dammi le tue mani perch’io venga salvato.

Quando le prendo nella mia povera stretta
Di palmo e di paura di turbamento e fretta
Quando le prendo come neve disfatta
Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita

Potrai mai sapere ciò che mi trapassa
Ciò che mi sconvolge e che m’invade
Potrai mai sapere ciò che mi trafigge
E che ho tradito col mio trasalire

Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo
Questo muto parlare dei sensi animali
Senza bocca e senz’occhi specchio senza immagine
Questo fremito d’amore che non dice parole

Potrai mai sapere ciò che le dita pensano
D’una preda tra esse per un istante tenuta
Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio
Un lampo avrà d’insaputo saputo

Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi
Taccia il mondo per un attimo almeno
Dammi le tue mani ché la mia anima vi s’addormenti
Ché la mia anima vi s’addormenti per l’eternità.

Louis Aragon, Le mani di Elsa

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Donne-moi tes mains pour l’inquiétude
Donne-moi tes mains dont j’ai tant rêvé
Dont j’ai tant rêvé dans ma solitude
Donne-moi tes mains que je sois sauvé

Lorsque je les prends à mon propre piège
De paume et de peur de hâte et d’émoi
Lorsque je les prends comme une eau de neige
Qui fuit de partout dans mes mains à moi

Sauras-tu jamais ce qui me traverse
Qui me bouleverse et qui m’envahit
Sauras-tu jamais ce qui me transperce
Ce que j’ai trahi quand j’ai tressailli

Ce que dit ainsi le profond langage
Ce parler muet de sens animaux
Sans bouche et sans yeux miroir sans image
Ce frémir d’aimer qui n’a pas de mots

Sauras-tu jamais ce que les doigts pensent
D’une proie entre eux un instant tenue
Sauras-tu jamais ce que leur silence
Un éclair aura connu d’inconnu

Donne-moi tes mains que mon coeur s’y forme
S’y taise le monde au moins un moment
Donne-moi tes mains que mon âme y dorme
Que mon âme y dorme éternellement.

Louis Aragon, Les mains d’Elsa

Il poeta, Renè Clair

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Il poeta non trattiene a sé ciò che scopre
Non appena lo trascrive, subito lo perde.
In ciò risiede la sua novità,
il suo infinito,
il suo pericolo.

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Le poète ne ritient pas ce qu’il découvre; l’ayant
transcrit, le perd bientôt. En cela réside sa nouveauté,
son infini et son péril.

Renè Clair, da La bibliothèque est en feu, 1955 ( La biblioteca è in fiamme )

Foto: Guido Borelli, Forse Piove

Il momento migliore dell’amore, Sully Prudhomme

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… Nella pagina che si volta assieme
E che nessuno legge.

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Il momento migliore dell’amore
Non è quando si dice «Ti amo».
È nel medesimo silenzio
Diviso a metà tutti i giorni;

È nell’intesa
Immediata e furtiva dei cuori;
È nei finti rigori
E nelle segrete indulgenze;

È nel brivido del braccio
Dove si posa la mano tremante,
Nella pagina che si volta assieme
E che nessuno legge.

Il momento unico in cui la bocca chiusa
per modestia dice tante cose;
Quando il cuore si apre scoppiando
Dolcemente, come un bocciolo di rosa;

Quando il solo profumo dei capelli
Sembra un favore conquistato!
L’ora della squisita tenerezza
In cui il rispetto è una confessione.

Sully Prudhomme