Battendo a macchina, Giorgio Caproni

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E se non vuoi tradita
la sua semplice gloria,
sii fine e popolare
come fu lei – sii ardita
e trepida, tutta storia
gentile, senza ambizione.

G. Caproni

 

Mia mano, fatti piuma:
fatti vela; e leggera
muovendoti sulla tastiera,
sii cauta. E bada, prima
di fermare la rima,
che stai scrivendo d’una
che fu viva e fu vera.

Tu sai che la mia preghiera
è schietta, e che l’errore
è pronto a stornare il cuore.
Sii arguta e attenta: pia.
Sii magra e sii poesia
se vuoi essere vita.
E se non vuoi tradita
la sua semplice gloria,
sii fine e popolare
come fu lei – sii ardita
e trepida, tutta storia
gentile, senza ambizione.

Allora, sul Voltone,
ventilata in un maggio
di barche, se paziente
chissà che, con la gente,
non prenda aìre e coraggio
anche tu, al suo passaggio.

Giorgio Caproni, da  Il seme del piangere” (1954 – 1958) in Meridiani Mondadori, Vol I, 2009

 

* Dalla nota dell’autore al libro: “Il Voltone è nomignolo popolare della vasta Piazza Carlo Alberto (ora Piazza della Repubblica), giustificato dal fatto che sotto di essa, come sotto una grande volta, è il canale navigabile che unisce il Fosso dei Navicelli con la Darsena del Cantiere Orlando. Il Cisternone è il serbatoio dell’acquedotto di Colognole, costruzione gialla di stile neo-classico sormontata da un grandioso nicchione. In Cors’Amedeo, presso il Parterre e il Cisternone, era la palazzina dove son nato. Via Palestro è (o era) una delle vie più popolari dove ho abitato fino al ’22”

** Il seme del piangere è un breve canzoniere per la madre, Anna Picchi, che rivive in questi versi  il tempo della giovinezza, quando il poeta ancora non era nato. Anche questo componimento, quindi, volutamente semplice, è dedicato alla sua memoria.

Ho capito, Rocco Scotellaro

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Ho capito fin troppo gli anni e i giorni e le ore
gl’intrecci degli uomini, chi ride e chi urla
giura che Cristo poteva morire a vent’anni
le gru sono passate, le rondini ritorneranno.
Sole d’oro, luna piena, le nevi dell’inverno
le mattine degli uccelli a primavera
le maledizioni e le preghiere.

Rocco Scotellaro, Tutte le poesie, 1940-1953, Oscar mondadori, 2004

 

Movimento, Aldo Palazzeschi

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Io vo… tu vai… si va…
Ma non chiedere dove
ti direbbero una bugia:
dove non si sa.
E è tanto bello quando uno va.
Io vo… tu vai… si va…
perché soltanto andare
in un mondo di ciechi
è la felicità.
*
Yo voy…tú vas…se va
pero no preguntes dónde
te dirían una mentira
donde no se sabe.
Y es tan bello cuando uno va
Yo voy…tú vas…se va
porque sólo andar
en un mundo de ciegos
es la felicidad

 

Aldo Palazzeschi, Movimento, da Via delle cento stelle, 1972

 


[Foto: fotogramma : Fellini 8 e 1/2 ]

Traduzione a cura del Centro Cultural Tina Modotti

Il Cigno, Nelly Sachs

Darian Volkova

 

Nulla
sulle acque
è già sospesa a un battito di ciglia
la geometria di un cigno
radicata nell’acqua
s’inerpica
e si china nuovamente
inghiottendo polvere
e misurando con l’aria
l’universo –

Nelly Sachs, Il Cigno (da L’altro sguardo – Antologia delle poetesse del ‘900, Oscar Mondadori)

[Foto: Darian Volkova  (ballerina russa)]