Non cercavo la fine, non era la morte… , Antonio Santori

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Non cercavo la fine, non era la morte
l’improvvisa atmosfera, cercavo la ciurma rarefatta
e il vento della creazione, il niente che si scopre
dietro la vita, dietro l’amore.
Perché ci sono spazi enormi da riempire
che sono spazi da inghiottire. Ci sono luoghi che dormono,
come strumenti in attesa dentro le casse,
luoghi di carne, di mascelle spalancate,
luoghi di sgomenti e di resa, luoghi dell’amore.
Ma sempre, sempre, dietro gli occhi di ognuno
ci sono gli occhi di un altro che guardano la fine:
le nasse ammonticchiate, prossime al sussulto,
lo stupore dentro l’acqua delle ostriche
invasate dalla luce, nostro identico culto
sotto le stelle.
Perché ci sono occhi da respingere
che sono occhi da accogliere.
Ci sono volti che nascono sotto i nostri corpi
e si nascondono tra le coperte
e altri disperati che si confessano e si dileguano,
dolcemente. E sempre, sempre, ogni gesto del chiarore
è un gesto dell’ombra, come lo sguardo separato
delle donne, quando aprono le gambe, lentamente.
Tutto si divincola tutto è in fuga.
Nessuno può parlare di ricordi.
La mano fasciata da un fazzoletto gigante,
legato in fretta, il soffio forte della nascita
l’ultimo giorno di dicembre, il respiro
di mio padre nella morte vigilata,
una salvietta sporca in un ristorante.
Nessuno può parlare di ricordi.
Rimane solo il senso di uno smarrimento,
l’incredibile rifugio delle cose
che crediamo di spostare, il senso della fine,
il vero sentimento.

 

Antonio Santori, La linea alba (Marsilio 2007)

 

[Foto: Pierre Jahan]

Un’ombra non ha eterna consistenza, Walter Benjamin

 

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Un’ombra non ha eterna consistenza
se pure il sole volesse splendere in eterno
nella volta celeste declinando costringe
l’ombra a sparire nella notte

ma nella mia notte un secondo fuoco
una sfera solare che non doveva tramontare
si è levata e lo sconforto che dentro
rimbombava gli donò un orlo fiammeggiante

il nuovo sole è il mio eterno meditare
pensieri raggi che verso terra guidano
e sono diffusi nella cerchia più segreta

nella loro luce sembra piccolo il cosmo
ma stupendo perché ne bevano gli dei
tu sei l’ombra di queste vane cose.

Walter Benjamin, Sonetti e poesie sparse  (2010, Einaudi Editore )

[Foto: Josephine Cardin]