Da ieri per oggi, Rafael Alberti

photo Matthew Leonard

 

tutta vergine torni a me la parola precisa,
vergine il verbo esatto con il giusto aggettivo.

R. Alberti

 

Dopo questo disordine imposto, questa fretta,
questa urgente grammatica necessaria in cui vivo,
tutta vergine torni a me la parola precisa,
vergine il verbo esatto con il giusto aggettivo.

E quando dico che è verde il monte, il prato,
ral cielo confermando il suo azzurro come al mare,
il mio cuore si senta appena inaugurato
e la mia lingua avverta l’inedito stupore del creare.

Rafael Alberti, da Poesie: Tra il garofano e la spada, (a cura d’Ignazio de Logu, Roma, Newton Compton, 1977)

 

__________________________________________________

 

De ayer para hoy

Después de este desorden impuesto, de esta prisa,
de esta urgente gramática necesaria en que vivo,
vuelva a mi toda virgen la palabra precisa,
virgen el verbo exacto con el justo adjetivo.
Que cuando califique de verde al monte, al prado,
repitiéndole al cielo su azul como a la mar,
mi corazón se sienta recién inaugurado
y mi lengua el inédito asombro de crear.

Rafael Alberti, Entre el clavel y la espada (1941)

[Foto: Matthew Leonard]

A chi pensa, Roberta Dapunt

p1100885

 

A chi pensa che io non sia di oggi,
io dico che il mio stare ad ascoltarlo è oggi.
Non è ieri, non sarà domani la mia attenzione,
bensí oggi. Oggi sono e sto qui davanti al foglio di carta,
sente forte il graffio di ogni mia parola.
Che da esse parte l’intimità quotidiana del mio corpo,
il suo nudo guardarmi è aderenza indubitabile alla realtà.
Da lui soltanto la mia vista, da lui il mio udito,
nelle sue mani l’umido nero degli orti in questo luogo
e sotto i piedi il fruscio verde e nel dicembre
il freddo a mostrare chiare le stelle.

Dunque, so di non errare. Non mi perdo,
finché posso tenermi forte a questo.

 

Roberta Dapunt, Le beatitudini della malattia (Einaudi, 2013)