Mare della sera, Octavio Paz

 

Nudo mare, assetato mare di mari,
profondo di stelle se grosso di schiume,
profugo bianco di prigione marina
che esplode ai limiti stellari

[…]

dove cominci, mare, dove ti getti?
dove cominci, tempo, vita mia,
esercito di fumo e di menzogna,
dove vai, battito, carne, sonno?

Dove ti getti, avidità di niente?
Non sono la pietra che precipita,
sono la sua caduta, di più, sono l’abisso,
il circolo d’ombra in cui sprofonda.

O. Paz

 

 

 

Alti muri d’acqua, torri alte,
acque d’improvviso nere incontro al niente,
impenetrabili, verdi, grige acque,
acque d’improvviso bianche, abbagliate.

Acque come il principio delle acque,
come il principio stesso prima dell’acqua,
le acque inondate dall’acqua,
che annichiliscono ciò che finge l’acqua.

La risonante tigre delle acque,
le unghie risonanti di cento tigri,
le cento mani dell’acqua, le cento tigri
con una sola mano incontro al niente.

Nudo mare, assetato mare di mari,
profondo di stelle se grosso di schiume,
profugo bianco di prigione marina
che esplode ai limiti stellari,

che memorie, che rocce, gelo, isole,
informe confusione di acque e niente,
che mari, accesi prigionieri,
dentro di te, in fondo al tuo petto, cantano?

Che violenze recondite, che labbra,
commuovono la tua pelle di verdi fiamme?
che desolate acque, coste sole,
che mari invisibili, mare, allei?

dove cominci, mare, dove ti getti?
dove cominci, tempo, vita mia,
esercito di fumo e di menzogna,
dove vai, battito, carne, sonno?

Dove ti getti, avidità di niente?
Non sono la pietra che precipita,
sono la sua caduta, di più, sono l’abisso,
il circolo d’ombra in cui sprofonda.

Tempo che congela, mare e timpano,
vampiro della luna o vi si abbandona:
madre furiosa, immenso vitello squarciato,
mare che ti mangi vive le viscere.
Octavio Paz (1914-1998). Mare della sera
messicano

Trad. Emilio Capaccio

 

 


 

 

Altos muros del agua, torres altas,
aguas de pronto negras contra nada,
impenetrables, verdes, grises aguas,
aguas de pronto blancas, deslumbradas.

Aguas como el principio de las aguas,
como el principio mismo antes del agua,
las aguas inundadas por el agua,
aniquilando lo que finge el agua.

El resonante tigre de las aguas,
las uñas resonantes de cien tigres,
las cien manos del agua, los cien tigres
con una sola mano contra nada.

Desnudo mar, sediento mar de mares,
hondo de estrellas si de espumas alto,
prófugo blanco de prisión marina
que en estelares límites revienta,

¿qué memorias, qué rocas, yelos, islas,
informe confusión de aguas y nada,
qué mares, encendidos prisioneros,
dentro de ti, bajo tu pecho, cantan?

¿Qué violencias recónditas, qué labios,
conmueven a tu piel de verdes llamas?
¿qué desoladas aguas, costas solas,
qué mares invisibles, mar, alías?

¿dónde principias, mar, dónde te viertes?
¿dónde principias, tiempo, vida mía,
ejército de humo y de mentira,
adónde vas, latido, carne, sueño?

¿Dónde te viertes, avidez de nada?
No soy la piedra que se precipita,
soy su caída, y más, soy el abismo,
el círculo de sombra en que se ahonda.

Tiempo que se congela, mar y témpano,
vampiro de la luna o se despeña:
madre furiosa, inmensa res hendida,
mar que te comes vivas las entrañas.

Octavio Paz, Mar por la tarde

 

 

[Il video è tratto dal film La danseuse (regia: Stéphanie Di Giusto, interpretato da Stephanie Sokolinski, conosciuta come Soko, cantante e attrice ) ispirato e dedicato a Loïe Fuller, creatrice della danza Serpentine,  per la quale  nel ‘900 divenne famosa in tutto il mondoil film è uscito in Italia nel 2017 con il titolo “Io danzerò”.]

Madrigale, Octavio Paz

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Più trasparente
di quella goccia d’acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da te stessa a te stessa
Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte

Sei nata per vivere in un’isola.

Octavio Paz da Verso l’inizio (in Vento Cardinale e altre poesie, Mondadori, 1984)

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Madrigal

Más transparente
que esa gota de agua
entre los dedos de la enredadera
mi pensamiento tiende un puente
de ti misma a ti misma
Mírate
más real que el cuerpo que habitas
fija en el centro de mi frente

Naciste para vivir en una isla.

Octavio Paz da Hacia el comienzo (in Poemas: 1935-1975, Ed. Seix Barral, 1979)