Inviti Superflui di Natale Pace oggi a Palmi

locandina PALMI DEFINITIVA

 

 

Oggi a Palmi si terrà una nuova presentazione del libro Inviti Superflui del nostro amico poeta Natale Pace, la presentezione fortemente voluta dal Lyons Club di Palmi sarà un’occasione per leggere insieme alcuni dei versi scritti da Natale Pace sul blog Circolo16 e successivamente raccolti in questa silloge, grazie anche al decisivo appoggio di Eugenio Chiara, curatore e responsabile del blog. Un’opera se vogliamo comunitaria, perchè alimentata dal costante interesse di visitatori, lettori e poeti che da tutta Italia (e oltre… magia della Rete) hanno potuto seguire e manifestare quotidianamente interesse e entusiasmo. Un’opera intima e radicale, capace di farsi rifugio e casa, koinè: un luogo sicuro perchè fatto di un linguaggio comune, la poesia, ma anche luogo collettivo, fatto di molteplicità e diversità capaci di rappresentare momenti di svolta e rinnovamento costanti.

Siamo perciò tutti invitati, oggi 12 Dicembre 2017, presso la Sala del Consiglio Comunale di Palmi, per leggere insieme Inviti Superflui, presentati dalla poetessa Maria Frisina, presidente dell’associazione “Geppo Tedeschi”.

 

Natale Pace è autore di poesia (La Terra ed altre Canzoni 1978, Il Seme sotto la Neve 1988), narrativa (Piccole Piume), saggistica (Il Debito, Leonida Repaci nella Storia). Attualmente collabora con la rivista Corriere della Piana. E’ stato amico di Leonida e Albertina Repaci, Fortunato Seminara, Giuseppe Selvaggi, Domenico Antonio Cardone.

C’è un’armonia nascosta nelle cose, Giusi Verbaro

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C’è un’armonia nascosta nelle cose. Mai
come in questo giorno di confine
la sento quasi grido che deflagra
mentre lo sguardo insegue

lontananze di mare. L’armonia
che è nel vento e danza inesauribile
– tenera e ineusaribile – sui nomi
che passarono e sugli altri passaggi. Sulle

immagini effimere degli specchi e gli schermi.
Sulla forma che muta. Sui mutevoli inganni
e sopra gli ingannevoli disegni dei nostri

disamori. Il vento la conduce in dispiegarsi
di impossibili voli mentre l’inverno arranca
col peso del suo sonno.

Giusi Verbaro (in Luce da Hakepa, Book Editore 2001)

[Foto: Rodney Smith]

Sono un altro testimone, Jorge Roberto Aguilar Amado

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Sono un altro testimone di come tutto è venuto giù,
come tutto si è perduto,
come la nostra armonia alla fine è morta.

Quelle strade che solevo dominare
sembrano farsi sconosciute per me.
Passeggio giorno e notte come un parco desolato.
Sono testimone di come se n’è andato tutto quello che ho amato.

L’autunno sembra più grigio e cupo che prima.
Le gocce di pioggia sono ancora più penetranti;
il sole muore lentamente come quei sogni e mete
che un giorno abbiamo tracciato insieme.

E di tutto questo sono un altro testimone.
Già non sono come ieri,
mi nascondo e m’intimidisco davanti allo sconosciuto

E’ così e così sarà, io che sono stato la luce dell’alba, poesia
in versi, leone cacciatore, canto d’uccello, acqua del mare,
svegliarmi a Parigi; oggi sono solo un altro testimone.

Tutto s’è perduto e solo ci resta un passato da ricordare
e un futuro da sognare; ed io sono solo un altro testimone.

Sembra eterna questa agonia; non esiste luce né bailamme.
Ottobre mai finisce, mentre svanisce il tuo sorriso
di donna innamorata; ed io sono un altro testimone.

 

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Soy un testigo más de como todo se vino abajo,
como todo se perdió,
como nuestra armonía finalmente pereció.

Aquellas calles que solía dominar
parecen desconocidas para mi.
Paseo día y noche como un parque desolado.
Soy un testigo de como se fue todo lo que he amado.

El otoño parece más gris y sombrío que antes.
Las gotas de lluvia son aún más punzantes;
el sol muere lentamente como aquellos sueños y metas
que un dia trazamos juntos.

Y de todo esto soy un testigo más.
Ya no soy como ayer,
me escondo y me intimido frente a lo desconocido.

Así es y así será, yo que fui luz del amanecer, poesía
en verso, león cazador, canto de ave, agua del mar,
despertar en París; hoy solo soy un testigo más.

Todo se perdió y solo nos queda un pasado para recordar
y un futuro por soñar; y yo soy un testigo más.

Parece eterna esta agonía; no existe luz ni algarabía.
Octubre nunca acaba, mientras se desvanece tu sonrisa
de mujer enamorada; y yo soy un testigo más.

 

Jorge Roberto Aguilar Amado  (Trad. Antonio Narraro)

Ci vorrebbe proprio tutto… Francesca Serragnoli da “Aprile di là”

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Ci vorrebbe proprio tutto
il tempo di cucire un bottone.
Quel fermarsi
in quel punto della camicia
su e giù con l’ago
e il filo lungo che va in alto e scende.
Quel andare al di là e tornare, basterà?

Il viaggio di una madre
il puntino luminoso della sua mano
che dal cielo scende
e sale un filo che fra le dita
sembra attraversare niente.

Io ti avevo stretto la mano
nella panca della chiesa dei Servi
sentivo che piangevi
non sapevo come ricucire
il fiore sdraiato del tuo respiro
con tutte quelle radici al vento.

 

Francesca Serragnoli, da Aprile di là

[Foto: Anna O.]