Non in nome mio, Andrea Camilleri

i porti devono essere aperti a tutti,
mai chiusi, perchè i porti spesso sono
la riva sognata dalla gente, da migliaia di persone

 

Ci tengo quale cittadino italiano, a dire questa frase: “NON IN NOME MIO”. Mi spiego meglio, lo sgombero avvenuto a Castelnuovo di Porto di una comunità di 540 migranti che erano riusciti perfettamente a integrarsi nella società italiana, con i bambini che da due anni frequentavano le scuole italiane, con gente che lavorava e pagava le tasse, in Italia questo sgombero è persecutorio, cioè a dire attenzione stiamo entrando assolutamente in un regime di violenza, di prepotenza; non solo di difesa contro l’emigrazione, oscena, perchè i porti devono essere aperti a tutti, mai chiusi, perchè i porti spesso sono la riva sognata dalla gente, da migliaia di persone, gli si chiude la porta in faccia; non solo ma si comincia a perseguitare coloro che ormai sono italiani, integrati perfettamente. Questa è un’ossessione, rendetevene conto. NON IN NOME IO: io mi rifiuto di essere cittadino italiano complice di questa nazista volgarità.

 

 

[Così vorrei ricordare questa importante giornata, la Giornata della memoria, perchè la storia non si ripeta, perchè si aprano finalmente gli occhi e ci si accorga che la storia la si fa vivendo e che le parole sono importanti, e queste parole lo sono più di tante altre. Ma non solo per questo, Camilleri, grande intellettuale ma soprattutto uomo longevo e saggio, parla con grande passione di una questione umana a cui tiene molto lo si vede, lo si sente. Ricordiamo dunque, il nostro primo dovere: essere umani. NON IN NOME MIO!]