Confessione, Nikolaj Zabolockij

rodney-smith

 

Coperta di baci, incantata,
Portata nel campo dal vento,
Tutta come incatenata,
Tu prezioso mio portento!

Né allegra, né afflitta,
Come da un cupo cielo discesa,
Tu mio canto di nozze,
Tu mia stella pazzesca.

Mi chinerò sui tuoi ginocchi,
Li stringerò con frenesia,
E con le lacrime e con i versi
Ti farò ardere, o amata mia.

Aprimi il tuo nordico volto,
Lasciami entrare negli occhi gravi,
Nelle tue braccia seminude,
Nelle tue nere ciglia orientali.

Ciò che si aggiungerà – non calerà,
Ciò che si avvererà – non si scorderà…
Perché piangi, mio dolce incanto?
O forse a me sembra soltanto?

1957

Признание

Зацелована, околдована,
С ветром в поле когда-то обвенчана,
Вся ты словно в оковы закована,
Драгоценная моя женщина!

Не веселая, не печальная,
Словно с темного неба сошедшая,
Ты и песнь моя обручальная,
И звезда моя сумашедшая.

Я склонюсь над твоими коленями,
Обниму их с неистовой силою,
И слезами и стихотвореньями
Обожгу тебя, горькую, милую.

Отвори мне лицо полуночное,
Дай войти в эти очи тяжелые,
В эти черные брови восточные,
В эти руки твои полуголые.

Что прибавится – не убавится,
Что не сбудется – позабудется…
Отчего же ты плачешь, красавица?
Или это мне только чудится?

Confessione, Nikolaj Alekseevich Zabolockij (Testo tradotto da Paolo Statuti)

[Foto: Rodney Smith]

 

[La poesia, scoperta grazie a Paolo Statuti e al suo blog , è un testo che colpisce anche e soprattutto per la sua storia. Nikolaj Zabolockij fu un intellettuale avente da sempre un atteggiamento fortemente sprezzante verso il genere femminile. Nonostante questo, ebbe la capacità o fortuna di avere accanto a sé una donna, Ekaterina Vasil’evna, che fu moglie e madre affettuosa, che lo seguì anche nei momenti più difficili, come i cinque anni trascorsi nel gulag di Karaganda. Donna la cui presenza fu tutt’altro che marginale, perché fu di vitale importanza nella sopravvivenza dell’autore proprio in quel periodo della sua vita. In realtà Nikolaj Zabolockij ebbe altrettanta abilità nel perderla, quando nel 1956 la moglie, ormai stanca del comportamento del marito, lo lascia. Lasciando l’autore completamente straniato rispetto a qualcosa che mai si sarebbe aspettato in vita sua, visto l’amore e la dedizione della donna. Questa lirica fu scritta l’anno successivo e dedicata, insieme all’ intero ciclo L’ultimo amore, alla moglie, che nel 1958  (pochi mesi prima della morte dell’autore), e chissà forse grazie proprio alla Poesia, decise di tornare al suo primo amore.

Una descrizione più accurata e dettagliata della vita dell’autore e di questa particolare vicenda la trovate nel blog di Paolo Statuti https://musashop.wordpress.com/2017/01/13/nikolaj-alekseevich-zabolockij/ ]