Spiegami amore, Thanassis Lambru

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Spiegami amore, come ritrovare
l’anima perduta nella violenza del mondo

T. Lambru

 

 

Spiegami tutte le cose, amore,
la luce e l’oscurità, la morte e la vita,
come si abbracciano nell’abbraccio più armonico
e danzano vorticando in un frullo d’ali,
spiegami amore, come ritrovare
l’anima perduta nella violenza del mondo,
come aggirarmi con fiducia nudo sulla terra
nei sentieri che il raggio non perfora”.

Thanassis Lambru,in Poesia n 327, Crocetti

 

[Foto: Man Ray ]

Potrebbero dirti morta, Alfonso Gatto

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I tuoi occhi son come la giovinezza
grandi, perduti, lasciano il mondo.
Potrebbero dirti morta senza rumore
e incamminare su te il cielo,
passo a passo, seguendo l’alba.
Tu sei l’amore da portare in braccio
di corsa sino al vento, sino al mare,
e dirti fredda da scaldare al fuoco
e dirti triste coi capelli neri
da pettinare eternamente, è come
deporti nel silenzio, starti accanto
udendo l’acqua battere alle rive.

Alfonso Gatto da Poesie d’amore, Prima parte, 1941-1949, (Mondadori, Milano, 1973)

 

[Foto: Man Ray, Lacrime di vetro, 1930-1932 ]

Scena finale, Blanca Varela

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Ho lasciato la porta mezza aperta
sono un animale che non si rassegna a morire

Blanca Varela

 

Ho lasciato la porta mezza aperta
sono un animale che non si rassegna a morire
l’eternità è l’oscura cerniera che cede
un piccolo rumore nella notte della carne
sono l’isola che avanza sostenuta dalla morte
o una città ferocemente accerchiata dalla vita
o forse non sono nulla
solo l’insonnia
e la brillante indifferenza degli astri
deserto destino
inesorabile il sole dei vivi si alza
riconosco quella porta
altra non c’è
ghiaccio primaverile
e una spina di sangue
nell’occhio della rosa

_
Blanca Varela

 

[Foto: Man Ray]

Lamento del facile cuore, Gesualdo Bufalino

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Tu dalla luna scrivi le tue lettere
più lunghe d’ieri, più bambine d’ieri.

G. Bufalino

 

Troppo facile cuore,
quando mi crescerai?

Ne abbiamo letto libri cattivi
con occhi secchi, con unghie nere,
nella malora delle quattro mura.

O vita, complotto di grandi,
improbo gesto, parola non detta,
nuvola bassa che non fa diluvio.

Ci derisero i topi di granaio,
le lascive fameliche colombe,
venne a fiutarci un angelo la mano.

Fu un viso solo che ci disse no:
contali i lugli, contali i gennai,
sempre allo stesso tavolo sbagliato.

Gli altri si sposano, gridano, vanno.
Tu dalla luna scrivi le tue lettere
più lunghe d’ieri, più bambine d’ieri.

Facile cuore, femmina cuore.

Gesualdo Bufalino, Lamento del facile cuore, da L’amaro miele (Torino, Einaudi, 1996)

 

[Foto: Man Ray, Peggy Guggenheim]

La tua bocca dalle labbra d’oro, P. Eluard

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Proverai la tremenda ansia
di non essere abbastanza. L’amore ci rende fragili.

Gabriel Garcia Marquez, Dell’Amore e di altri Demoni

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La tua bocca dalle labbra d’oro non è in me per ridere
E le tue parole d’aureola hanno un senso così perfetto
Che nelle mie notti d’anni di gioventù e di morte
Io sento vibrare la tua voce nei rumori del mondo.

In quest’alba di seta dove vegeta il freddo
La lussuria in pericolo sta rimpiangendo il sonno,
Nelle mani del sole i corpi che si svegliano
Rabbrividiscono all’idea di ritrovare i cuori.

Ricordi di foreste verdi, nebbia dove mi inabisso
Ho richiuso gli occhi su di me, sono tuo,
Tutta la mia vita ti ascolta e non posso distruggere
I terribili ozi che il tuo amore mi crea.

____

Ta bouche aux lèvres d’or n’est pas en moi pour rire
Et tes mots d’auréole ont un sens si parfait
Que dans mes nuits d’années, de jeunesse et de mort
J’entends vibrer ta voix dans tous les bruits du monde

Dans cette aube de soie où végète le froid
La luxure en péril regrette le sommeil,
Dans les mains du soleil tous les corps qui s’éveillent
Grelottent à l’idée de retrouver leur cœur

Souvenirs de bois vert, brouillard où je m’enfonce
J’ai refermé les yeux sur moi, je suis à toi,
Toute ma vie t’écoute et je ne peux détruire
Les terribles loisirs que ton amour me crée.

 

Paul Eluard, “Mourir de ne pas mourir” – 1924 –

[Foto: Man Ray, Lee Miller Kissing a Woman ]

Adesso so… Tanja Kragujević

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Una notte, una stella corse veloce sopra le nubi, e le dissi: “Consumami”

Virginia Woolf, da Le onde

 

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Adesso so che le emozioni
sono sempre affamate.
Come i motivi
della realtà e dell’alfabeto.
Che si fortificano per endovena.

Che non esistono mediatori
e sentieri battuti.
Che devi
nuotare sull’altro lato
dello stesso fiume
che ti ha d’un tratto negato
l’infondatezza del dare.

Pronto ad offrire per loro
la mano sinistra.
Il lobo polmonare destro.

La sfida delle ultime promesse.
Camminando come un sonnambulo
sul lago ghiacciato.
Sull’altra sponda.
Dello stesso amore.

 

Tanja Kragujević

[Foto: Man Ray. Rayograph, 1922]