La precisione della poesia, Chandra Livia Candiani

La poesia è un dono fatto agli attenti, un dono che implica destino

P. Celan

 

Ci sono tutti, tutti quanti,
non in fila, e nemmeno
in cerchio,
ma mescolati come farina e acqua
nel gesto caldo
che fa il pane:
io è un abbraccio.

C. L. Candiani

 

Ho sperato tanto nelle parole e ho bussato tanto dentro le parole, ho anche spalancato le parole, fracassato le parole, accarezzato le parole. La parola è in via d’estinzione, penso che dovremmo svegliarci e accorgercene che tra le tante cose del nostro pianeta che stanno morendo ci sono anche le parole, e averne tanta cura, coltivare una vera passione per le parole che ancora possono raggiungere l’altro. Le parole sono un ponte tra io e tu, e spesso servono invece per dividere.

 

La poesia per me è una non specialità, non sapere niente di speciale, non sapere, ma un immergersi nel non lo so, un ricevere le parole come arrivassero da una grande bocca misteriosa e farsi tutt’orecchi. Diceva Paul Celan “La poesia è un dono fatto agli attenti, un dono che implica destino”, e io sento una grande gratitudine perché la poesia è venuta a trovarmi quando avevo dieci anni, e spero che non mi abbandonerà mai, perché è la mia religione, è quella cosa che mi lega alla vita, che mi lega anche a tutti gli invisibili, soprattutto ai bambini che non vengono visti né ascoltati, che grazie alla poesia possono trovare una lingua madre. La poesia è la lingua di chi non sa parlare.

Chandra Livia Candiani

 

 

[Parole per riflettere, parole per sorridere, parole per tacere e ascoltare: età. radici, parole, poesia, oggetti, casa, luna, notte, luce, maestri, connessioni, mappa… Sono tante le parole rievocate in questo breve documentario dove, con semplicità e delicatezza, Livia Chandra Candiani racconta a noi -e forse un po’ a se stessa- il mistero della vita, l’esperienza della poesia, il non detto delle cose, ad offrirci, in un pomeriggio qualunque, una tazza di té al momento giusto.]

 

 

Ci provo a portarti in me, Chandra Livia Candiani

anna o

 

ad A. F.

 

Ci provo a portarti in me,
nel mio pericolo,
nella mia impresa
di insensata emergenza.
Vedi, tutto può crollare,
qui. Le facce come le case,
sono cinema, sono cenere.
Ma ti tengo stretta
come polvere con il cielo,
consegno le nostre due
trasparenze all’aria calda
del dopo terremoto,
alle macerie che fumano quiete,
alla quiete di quando hai perso,
tutto. Sei chicco d’uva
di vigna grande,
sorriso
che abbandona adagio adagio,
ti tengo
sul palmo della mano
con delicata forza,
ti sostengo fino al cielo,
fino a casa.

Chandra Livia Candiani, (da La bambina pugile, Einaudi 2014)

[Foto: Anna O]

Certe mattine… Chandra Livia Candiani

2006-05-11_candiani_0001

 

Certe mattine
al risveglio
c’è una bambina pugile
nello specchio,
i segni della lotta
sotto gli occhi
e agli angoli della bocca,
la ferocia della ferita
nello sguardo.
Ha lottato tutta la notte
con la notte,
un peso piuma
e un trasparente gigante
un macigno scagliato
verso l’alto
e un filo d’erba impassibile
che lo aspetta
a pugni alzati:
come sono soli gli adulti.

Chandra Livia Candiani, La bambina pugile, ovvero la precisione dell’amore (2014, Einaudi)