Piccoli assaggi: La giostra del piacere e Troppo Amore

 

[Da sempre cerco di dare spazio, accanto alla poesia, a un po’ di buona letteratura (o almeno a quella che a me sembra tale), cerco in genere di non dilungarmi troppo su descrizioni o trame: si tratta di piccoli assaggi, meno che recensioni, nulla di più. Queste sono le due letture proposte per settembre …

… si lo so, qualcuno avrà notato che siamo ad ottobre : il tempo in questo blog funziona un po’ così, all’inverso… ma sorvoliamo sui dettagli 😀 ]

 

 

Eric-Emmanuel Schmitt, La giostra del piacere (E/O, 2015)

 

arton59602”Questo biglietto solo per dirti che ti amo. Firmato: tu sai chi”.

Sempre attento alla psicologia e alla vita interiore dei suoi personaggi, questo autore ti offre sempre almeno un’altra prospettiva da cui poter sbirciare l’altro, e in questo caso più di una. Nella bellissima Place D’Arezzo quindici persone molto diverse tra loro,  ricevono lo stesso biglietto: stesso contenuto, stessa busta, stesso misterioso mittente. Ognuno interpreterà quelle parole a modo suo, e in ognuno si innescheranno decisioni, riflessioni o semplici constatazioni che genereranno incontri scontri intrecci dubbi gioie e dolori, perché il messaggio è chiaro:  “…Esistono tante felicità quanti esseri umani”.

Una riflessione sull‘incognita più variabile che esista: l’uomo. Simpatico, spassoso, scorrevole.

Una alternativa: Elisir d’amore, Eric-Emmanuel Schmitt

 

 

 

Almudena Grandes, Troppo Amore (Guanda, 2004)

 

“Il tre non era solo un numero, era anche un nome, e stavamo imparando a pronunciarlo, a smussare gli spigoli, a correggere l’accento, a dubitare della sua fama, della sua natura dispari”

 coverQuando penso ad Almudena Grandes penso alle Età di Lulù, e difficilmente potrà mutare questa mia fondata certezza. Troppo Amore racconta la spensieratezza dei ventanni, quando sei il potenziale di tutte le tue possibilità, finché non li perdi: spensieratezza e potenziale (e il libro a suo modo racconta anche questo). Per non dire nulla della trama ho scritto e riscritto, ma è inutile girarci intorno, il numero per eccellenza del libro è il tre: tre sono i protagonisti, tre le vite, tre i capitoli, per raccontare di una relazione a tre, di  un triangolo che finisce col peccare sempre da uno dei lati: i primi due capitoli sono potenti e compatti, il terzo piuttosto scontato, una sorta di conclusione doverosa. Un po’ lo stesso accade per i tre protagonisti, da tre diventano due poi ancora tre a tratti uno e poi due …e un due tre… Se vi piace la buona letteratura, perché di questo si tratta:  consigliato per una calda serata autunnale.

Una alternativa: Le età di lulù, Almudena Grandes

Se ti interessa puoi leggere anche: https://laterraeblucomeunarancia.wordpress.com/2016/09/10/troppo-amore-almudena-grandes/