Isola, Salvatore Quasimodo

Kunito Imai

 

Io non ho che te
cuore della mia razza.

Di te amore m’attrista,
mia terra, se oscuri profumi
perde la sera d’aranci,
o d’oleandri, sereno,
cammina con rose il torrente
che quasi n’è tocca la foce.

Ma se torno a tue rive
e dolce voce al canto
chiama da strada timorosa
non so se infanzia o amore,
ansia d’altri cieli mi volge,
e mi nascondo nelle perdute cose.

Salvatore Quasimodo, Oboe sommerso, Edizioni di Circoli, Genova, 1932 (in Tutte le poesie, Oscar Mondadori Editore, 1995)

[Foto: Kunito Imai]

Madrigale, Octavio Paz

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Più trasparente
di quella goccia d’acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da te stessa a te stessa
Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte

Sei nata per vivere in un’isola.

Octavio Paz da Verso l’inizio (in Vento Cardinale e altre poesie, Mondadori, 1984)

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Madrigal

Más transparente
que esa gota de agua
entre los dedos de la enredadera
mi pensamiento tiende un puente
de ti misma a ti misma
Mírate
más real que el cuerpo que habitas
fija en el centro de mi frente

Naciste para vivir en una isla.

Octavio Paz da Hacia el comienzo (in Poemas: 1935-1975, Ed. Seix Barral, 1979)

La parte soleggiata di noi stessi, P. Cappello

barca

La parte soleggiata di noi stessi
non somiglia a questo prato d’agosto
che vedi
somiglia piuttosto a una pietra
che il tempo abbia sepolta
nel fondo profondo di noi
oppure sta come un’isola
e noi siamo sponda
ma sempre al di qua di quell’isola
dove io si dice per dire
– per essere – noi.

(Pierluigi Cappello, Assetto di volo, Crocetti Editore)