Morì all’alba, Federico Garcia Lorca

Nicolas Yantchevsky

 

Notte di quattro lune
e un albero solo.
Con un’ombra sola
e un solo uccello.
Cerco nella mia carne
l’impronte delle tue labbra.
Bacia il vento la fonte
senza sfiorarlo.
Porto il No che mi desti
sulla palma della mano,
come un limone di cera
quasi bianco.
Notte di quattro lune
e un albero solo.
Sulla punta d’un ago
sta il mio cuore, girando!

Federico Garcia Lorca, Morì all’alba

Foto: Nicolas Yantchevsky

Piccolo valzer viennese, Federico Garcìa Lorca

A Vienna ci son dieci ragazze,
un omero su cui singhiozza la morte
e un bosco di colombe disseccate.
C’e’ un frammento di mattina
nel museo della rugiada.
C’è un salone con mille finestre.

Ahi, ahi, ahi,  ahi!
Prendi questo valzer a bocca chiusa.

Questo valzer, valzer,  valzer,
di sì, di morte e di cognac
che  bagna la sua coda nel mar.

Ti amo, ti amo, ti amo
con la poltrona e il libro morto,
nel  corridoio malinconico,
nell’oscura soffitta del giglio,
nel nostro letto della luna
nella danza che sogna la tartaruga.

Ahi, ahi, ahi, ahi!
Prendi questo valzer dallaflessibile cintura.
A Vienna ci son quattro specchi,
dove giocano la tua bocca e gli echi.
C’è una morte per pianoforte
chedipinge d’azzurro i giovanotti.
Ci sono mendicanti sui tetti.
C’è fresche ghirlande di pianto.

Ahi,  ahi,  ahi,  ahi!
Prendi questo valzer che mi muore fra le mie braccia.
Perchè io ti amo, ti amo, amor mio,
nella soffitta in cui giocano i fanciulli,
sognando vecchie luci d’Ungheria
nei rumori della sera tiepida,
vedendo pecorelle e gigli di neve
dentro il silenzio oscuro della tua fronte.

Ahi, ahi, ahi, ahi!
Prendi questo valzer del “Ti amo sempre”.

A Vienna ballerò con te
mascherato
con una testa di fiume testa di fiume.
Guarda che rive di giacinti!
Lascerò la mia bocca fra le tue gambe,
la mia anima in gigli e fotografie,
e nelle onde oscure del tuo andare
voglio amore mio, amore mio, lasciare
violino e sepolcro, i nastri del valzer.

F. Garcìa Lorca

(Video: canzone di L. Cohen ispirata al piccolo valzer viennese di F. Garcìa Lorca)