La pipa, Raymond Carver

Ci sarà una lampada che brucia nella prossima poesia;
e un caminetto dove pezzi di abete impregnati
di resina andranno in fiamme, consumandosi tra loro.
Oh, la prossima poesia farà scintille!

R. Carver

 

La prossima poesia che scriverò avrà legna da ardere
proprio al centro, legna da ardere così intrisa
di resina che il mio amico si lascerà dietro
i guanti e mi dirà: «Mettiti questi quando
maneggerai questa cosa». La prossima poesia
avrà dentro anche la notte e tutte le stelle
dell’emisfero occidentale; e un immensa massa
d’acqua scintillante per miglia sotto la luna nuova.
La prossima poesia avrà una stanza da letto
e un salotto tutti per sé, lucernai,
un divano, un tavolo e sedie vicino alla finestra,
un vaso di violette appena tagliate un’ora prima di pranzo.
Ci sarà una lampada che brucia nella prossima poesia;
e un caminetto dove pezzi di abete impregnati
di resina andranno in fiamme, consumandosi tra loro.
Oh, la prossima poesia farà scintille!
Ma non ci saranno sigarette in quella poesia.
Comincerò a fumare la pipa.

 

Raymond Carver, La pipa, da Orientarsi con le stelle (Minimum Fax, 1996)

 

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The next poem I write will have firewood
right in the middle of it, firewood so thick
with pitch my friend will leave behind
his gloves and tell me, “Wear these when you
handle that stuff.” The next poem
will have night in it, too, and all the stars
in the western hemisphere; and an immense body
of water shining for miles under a new moon.
The next poem will have a bedroom
and living room for itself, skylights,
a sofa, a table and chairs by the window,
a vase of violets cut just an hour before lunch.
There’ll be a lamp burning in the next poem;
and a fireplace where pitch-soaked
blocks of fir flame up, consuming one another.
Oh, the next poem will throw sparks!
But there won’t be any cigarettes in that poem.
I’ll take up smoking the pipe.

The pipe, Raimond Carver

 

[Foto: René Magritte]

Fuoco, Joy Harjo

156503011

 

Una donna non può sopravvivere
col solo suo
_                      respiro
deve conoscere
le voci delle montagne
deve riconoscere
l’eternità del cielo azzurro
deve fluttuare
con i corpi sfuggenti
dei venti della notte
che la conducono
dentro se stessa

Guardami
io non sono una donna divisa
io sono la continuità
del cielo azzurro
sono la gola
delle montagne
un vento notturno
che brucia
a ogni suo respiro.

 


FIRE

 

A woman can’t survive
by her own breath
_                          alone
she must know
the voices of mountains
she must recognize
the foreverness of blue sky
she must flow
with the elusive
bodies
of night wind woman
who will take her into
her own self

Look at me
i am not a separate woman
i am a continuance
of blue sky
i am the throat
of the sandia mountains
a night wind woman
who burns
with every breath
she takes.

 

Joy Harjo, Un delta nella pelle. Poesie scelte, 1975-2001 (Passigli editore)

[Video: This is my Heart ,Joy Harjo]

 


 

[Joy Harjo è nata il 9 maggio 1951 a Tulsa, Oklahoma. È poeta, musicista e attiva nei movimenti femministi. È inoltre importante voce del Rinascimento della Cultura Indigena dell’ America sorto negli anni settanta.
È in parte discendente della tribu dei Cherokee e fra i suoi antenati si contano molti capi tribali. ]