L’ultima invocazione, W. Whitman

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Alla fine, dolcemente,
dalle mura di questa casa possentemente fortificata,
dai ganci di serrature solide, dalla guardia di porte ben chiuse,
lascia che io mi espanda.

Lasciami scivolare fuori senza rumore
con chiavi di tenerezza gira le serrature – con un sussurro
apri le porte, o anima.

Dolcemente – non essere impaziente
(forte è la tua presa, carne mortale,
forte è la tua presa, amore).

 

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The Last Invocation, (Leaves of Grass)

At the last, tenderly,
From the walls of the powerful fortress’d house,
From the clasp of the knitted locks, from the keep of the well-closed doors,
Let me be wafted.

Let me glide noiselessly forth;
With the key of softness unlock the locks – with a whisper,

Set ope the doors O soul.
Tenderly – be not impatient,
(Strong is your hold O mortal flesh,
Strong is your hold O love.)

 

Walt Whitman (da Foglie d’erba, Mondadori 2002)

 

[Foto: dal Web]

To a Stranger, Walt Whitman

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… e a questo devo badare, di non perderti.

W.Whitman

 

Sconosciuto che passi! non sai con quanto desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo (mi arriva come da un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia con te,
tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro, fluido, amorevole, casto, maturo,
sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, né ha lasciato che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della tua carne, mentre io passo, tu ne prendi in cambio dalla mia barba,    dal mio petto, dalle mie mani,
non devo parlarti, devo pensarti quando seggo da solo o veglio la notte da solo,
devo aspettarti, non dubito che ti incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti.

 

Walt Whitman, A uno sconosciuto, (da Foglie d’erba)

 

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Passing stranger! you do not know how longingly I look upon you,
You must be he I was seeking, or she I was seeking (it comes to me as of a dream),
I have somewhere surely lived a life of joy with you,
All is recall’d as we flit by each other, fluid, affectionate, chaste, matured,
You grew up with me, were a boy with me or a girl with me,
I ate with you and slept with you, your body has become not yours only nor left my body mine only,
You give me the pleasure of your eyes, face, flesh, as we pass, you take of my beard, breast, hands, in return,
I am not to speak to you, I am to think of you when I sit alone or wake at night alone,
I am to wait, I do not doubt I am to meet you again,
I am to see to it that I do not lose you.

Walt Whitman, To a Stranger (Leaves of grass)