l’Altrove, Fernando Pessoa

luis-gonzalez-palma

 

Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.

F. Pessoa

 

Andiamo via, creatura mia,
via verso l’Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.

La luna che splende su chi
là vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell’immortalità.

Lì si incominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.

Andiamo via, creatura mia,
via verso l’Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.

La luna che splende su chi
là vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell’immortalità.

Lì si incominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.

Il tempo lì è un momento d’allegria,
la vita una sete soddisfatta,
l’amore come quello di un bacio
quando quel bacio è il primo.

Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.

Oh, andiamo a cercare l’Altrove!

Fernando Pessoa, da L’esule

[Foto: Luis González Palma]

 

*P.S. Qualcuno riesce a passarmi l’originale di questo testo?

Dormi… Fernando Pessoa

auguste-rodin-paolo-e-francesca-tra-le-nuvole-1905

 

 

Dormi sopra il mio seno
sognando di sognare
Nel tuo sguardo leggo
un lubrico vagare,
Dormi nel sogno di esistere
e nell’illusione di amare.

Tutto è nulla, e tutto
un sogno finge di essere.
Lo spazio nero è muto.
dormi, e, addormentandoti
sappi cordialmente sorridere
sorrisi da scordare.

Dormi sopra il mio seno,
senza pena nè amore…
Nel tuo sguardo leggo
l’intimo torpore
di chi conosce il nulla essere
di vita, gaudio e dolore.

Fernando Pessoa

 

[Foto: Auguste Rodin, Paolo e Francesca tra le nuvole, 1905]