La terra dei ricordi, Giovanna Rosadini

b134d2689da4f8ed8da6158b9f224da4

 

Non lasciare deserta la terra dei ricordi
dentro quel buio fermentato di nostalgia
si accendono bagliori di compiutezza

G. Rosadini

 

Non lasciare deserta la terra dei ricordi
dentro quel buio fermentato di nostalgia
si accendono bagliori di compiutezza
come quando, nel perfetto silenzio dei monti,
la neve scricchiolava sotto i piedi
o in acqua, al largo di un intenso blu
estivo, nuotavi intorno alla barca con i tuoi,
o il giorno che lei è arrivata, nella stanza
della clinica colorata dal tramonto,
in quattro ci siamo sentiti completi.
Sei stata felice, e non lo sapevi

Giovanna Rosadini, inedito

Crisi di felicità, Pier Paolo Pasolini

a320eb76981da177dc1c7bac3dc0dba1

No, non si resiste al troppo amore, ai baci
avuti e dati in una sera sola!

P. P. Pasolini

 

Poi e’ il silenzio a darmi il piu’ divino
moto di gratitudine pel mondo.
Ferma il cuore l’occhio del bambino
grato, con la sua crudeltà’ giocosa

No, non si resiste al troppo amore, ai baci
avuti e dati in una sera sola!
Vorrei svenarmi, pezzo d’amore, audace
di beltà’, fermare il cuore che vola.

O pazza crisi di felicita’
notte di Malafiesta, in una volta
io fui fanciullo e dio: più’ non sa
la mia vita che volere la sua morte.

 

Pier Paolo Pasolini, Crisi di felicità da Carne e Cielo (Salani Editore, 2015)

 

[Foto: Tina Modotti]

Movimento, Aldo Palazzeschi

37891978_2207854202834726_1934472296823521280_n

 

Io vo… tu vai… si va…
Ma non chiedere dove
ti direbbero una bugia:
dove non si sa.
E è tanto bello quando uno va.
Io vo… tu vai… si va…
perché soltanto andare
in un mondo di ciechi
è la felicità.
*
Yo voy…tú vas…se va
pero no preguntes dónde
te dirían una mentira
donde no se sabe.
Y es tan bello cuando uno va
Yo voy…tú vas…se va
porque sólo andar
en un mundo de ciegos
es la felicidad

 

Aldo Palazzeschi, Movimento, da Via delle cento stelle, 1972

 


[Foto: fotogramma : Fellini 8 e 1/2 ]

Traduzione a cura del Centro Cultural Tina Modotti

Un giorno tu ti sveglierai, F. Dostoevskij

1120235965
_
_
Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!
_
Fedor Dostoevskij , Le notti bianche
_
[Foto: Luchino Visconti,  Le notti bianche, film, 1957]

Demetra in lutto, Rita Dove

EllenRogers-2

 

Niente può consolarmi. Potete portare seta
per far sospirare la mia pelle, dispensare rose gialle
come fa qualche vecchio dignitario.
Potete continuare a ripetermi
che sono insostenibile (questo lo so):
eppure, nulla tramuta l’oro in granoturco,
non vi è nulla di dolce per il dente che vi si frantuma.

Non chiederò l’impossibile;
a camminare si impara camminando.
Col tempo scorderò questo mio traboccare di vuoto,
potrò sorridere ancora a
un uccello, forse, che abbandona il nido –
ma non sarà felicità,
poiché quella, io, l’ho conosciuta.

Rita Dove da L’imprevedibile esattezza della grazia

 

[Foto: Ellen Rogers]

 

Non è il tuo amore che domando, A. Achmatova da “La corsa del tempo”

 

wingate-paine-1964-1965

_

E in cosa potrei esserti di aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.

A. Achmatova

 

Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in  un luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i miei versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!
E conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole d’amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni…
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all’anima già sazia all’improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti di aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.

Anna Andreevna Achmatova, 1914 (da “La corsa del tempo”, Einaudi, Torino, 1992)

___

Я не любви твоей прошу.
Она теперь в надежном месте…
Поверь, что я твоей невесте
Ревнивых писем не пишу.
Но мудрые прими советы:
Дай ей читать мои стихи,
Дай ей хранить мои портреты—
Ведь так любезны женихи!
А этим дурочкам нужней
Сознанье полное победы,
Чем дружбы светлые беседы
И память первых нежных дней…
Когда же счастия гроши
Ты проживешь с подругой милой
И для пресыщенной души
Все станет сразу так постыло—
В мою торжественную ночь
Не приходи. Тебя не знаю.
И чем могла б тебе помочь?
От счастья я не исцеляю.

А́нна Андре́евна Ахма́това, 1914

Salva

Salva

La vita era …

jules-et-jim-franc3a7ois-truffautt

_

La vita era come una strana vacanza. Mai Jules e Jim avevano giocato una partita a domino così importante. Il tempo passava. La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge.

Jules and Jim, François Truffaut

(film ispirato all’omonimo romanzo di Henri-Pierre Roché)

 

 

 

… dicono di Me: discorsi sulla poesia

 

 

“…E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesie una sola cosa è necessaria: Tutto!”

______________________________________________________

Su su.. svelti eh? svelti, veloci, piano, con calma… Non v’affrettate, eh? poi non scrivete subito poesie d’amore, eh? che sono le più difficili, aspettate almeno almeno un’ottantina d’anni.

Scrivetele su un altro argomento, che ne so… su… su… sul mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo ecco, che non esiste una cosa più poetica di un’altra! eh? avete capito? la poesia non è fuori, è dentro… cos’è la poesia, non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu.

E vestitele bene le poesie! cercate bene le parole, dovete sceglierle! a volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola! sceglietele. che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere. da adamo ed eva: lo sapete eva, quanto c’ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta?! “come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa…”: ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre! innamoratevi!

Se non vi innamorate è tutto morto… morto! Tutto è! Vi dovete innamorare e tutto diventa vivo, si muove tutto. Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria… siate tristi e taciturni, con esuberanza: fate soffiare in faccia alla gente la felicità! e come si fa? (fammi vedere gli appunti che mi son scordato)… questo è quello che dovete fare! (non sono riuscito a leggerli! mò mi sò dimenticato!). Per trasmettere la felicità, bisogna essere felici, e per trasmettere il dolore, bisogna essere… felici. siate felici!

Dovete patire, stare male, soffrire… non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! eh? e se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesie una sola cosa è necessaria: tutto. avete capito? e non cercate la novità… la novità è la cosa più vecchia che ci sia,  e se il verso non vi viene da questa posizione, da questa, da così beh: buttatevi in terra! mettetevi così! ecco… ohooo… è da distesi che si vede il cielo: guarda che bellezza perché non mi ci sono messo prima?

Cosa guardate? i poeti non guardano: vedono. fatevi obbedire dalle parole… se la parola “muro”, “muro!” non vi da retta, non usatela più per-otto-anni, così impara! che è questo? bhooo non lo so! questa è la bellezza, come quei versi là che voglio che rimangano scritti li, per sempre. forza, cancellate tutto che dobbiamo cominciare. la lezione è finita.

discorso sulla poesia di:

Roberto Benigni, da “La tigre e la neve (2005)