Sera, Federico Garcia Lorca

lorca

Sera piovosa in grigio stanco.
E va la vita.

F. G. Lorca

 

 

Sera piovosa in grigio stanco.
Tutto è così.
Gli alberi secchi
la mia stanza solitaria.
E i ritratti vecchi
e il libro intonso…
Trasuda la tristezza dai mobili
e dall’anima.
Forse
la Natura ha per me
il cuore di cristallo.
E mi duole la carne del cuore
e la carne dell’anima.
E parlando
le mie parole restano nell’aria
come sugheri sull’acqua.
Solo per i tuoi occhi
soffro questo male;
tristezze del passato
tristezze che verranno.
Sera piovosa in grigio stanco.
E va la vita.

Federico Garcia Lorca

 

[Uno dei tanti esempi di quello che ogni giorno la stupidità umana ci toglie. Fucilato il 19 agosto del 1936 dalla polizia franchista, perchè “massone appartenente alla loggia Alhambra”, ma il mancato ritrovamento del suo corpo ne traduce la reale motivazione: “praticava l’omosessualità e altre aberrazioni”. Ecco che l’intera umanità si vede privata per sempre di uno dei più grandi poeti del ‘900, per intolleranza, follia o magari pura stupidità. Ecco perchè quando penso a lui non riesco a non pensare a questo: a quando, a soli 38 anni, piangendo come un bambino fu condotto al luogo di esecuzione. Ed ecco perché tra queste pagine occuperà sempre un posto speciale.]

Desiderio, Federico Garcìa Lorca

The White Iris - 1921- Edward Weston

Solo il tuo cuore appassionato
e niente più.

F. G. Lorca

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Solo il tuo cuore appassionato
e niente più.

Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un lento corso d’acqua
e una piccola sorgente.

Senza il fruscio del vento
tra i rami,
né la stella che desidera
esser foglia.

Una immensa luce
che fosse
lucciola
di un’altra,
in un campo
di sguardi evanescenti.

Una limpida quiete
e i nostri baci là
— sonori vezzi
dell’eco –
si schiuderebbero assai lontano.

Il tuo cuore appassionato
e niente più.

 

 

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Sólo tu corazón caliente,
Y nada más.

Mi paraíso, un campo
Sin ruiseñor
Ni liras,
Con un río discreto
Y una fuentecilla.

Sin la espuela del viento
Sobre la fronda,
Ni la estrella que quiere
Ser hoja.

Una enorme luz
Que fuera
Luciérnaga
De otra,
En un campo de
Miradas rotas.

Un reposo claro
Y allí nuestros besos,
Lunares sonoros
Del eco,
Se abrirían muy lejos.

Y tu corazón caliente,
Nada más.

Federico García Lorca, Deseo (da Poesie – Libro de poemas, Newton Compton)

[The White Iris – 1921- Edward Weston]

Ci sono anime… F. García Lorca

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Ci sono anime che hanno
stelle azzurre,
mattini sfioriti
tra foglie del tempo,
casti cantucci
che conservano un antico
sussurro di nostalgia
e di sogni.

Altre anime hanno
spettri dolenti
di passioni. Frutta
con vermi. Echi
di una voce arsa
che viene di lontano
come una corrente
d’ombre. Ricordi
vuoti di pianto
e briciole di baci.

La mia anima è matura
da gran tempo,
e si dissolve
confusa di mistero.
Pietre giovanili
consunte di sogno
cadono sulle acque
dei miei pensieri.
Ogni pietra dice:
«Dio è molto lontano!».

Federico García Lorca, da Poesie (Libro de poemas)”, Newton Compton, Roma, 1970

 

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Hay almas que tienen…

Hay almas que tienen
azules luceros,
mañanas marchitas
entre hojas del tiempo,
y castos rincones
que guardan un viejo
rumor de nostalgias
y sueños.

Otras almas tienen
dolientes espectros
de pasiones. Frutas
con gusanos. Ecos
de una voz quemada
que viene de lejos
como una corriente
de sombra. Recuerdos
vacíos de llanto
y migajas de besos.

Mi alma está madura
hace mucho tiempo,
y se desmorona
turbia de misterio.
Piedras juveniles
roídas de ensueño
caen sobre las aguas
de mis pensamientos.
Cada piedra dice:
«¡Dios está muy lejos!».

Federico García Lorca, (da Libro de poemas, Maroto, Madrid, 1921)

 

[Foto: Josephine Cardin]

Domani gli amori saranno rocce…

 

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Ai ragazzi dell’ Orlando, 12.06.16

Domani gli amori saranno rocce e il Tempo
una brezza che giunge sopita fra i rami…

Federico Garcia Lorca, Ode a Walt Withman

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È anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. È una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il bene ha profondità, e può essere radicale.”

La banalità del male, Hannah Arendt (1905-1975)

 

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[…]

Perché è giusto che l’uomo non cerchi il suo piacere
nella selva di sangue del prossimo domani.
Vi sono in cielo spiagge dove evitare la vita
e ci sono corpi che non devono ripetersi nell’aurora.

Agonia, agonia, sogno, fermento e sogno.
Questo è il mondo amico, agonia, agonia.
I morti si disfanno sotto l’orologio della città.
La guerra passa piangendo con un milione di sorche grigie,
i ricchi danno alle loro amanti
piccoli moribondi illuminati
e la vita non è nobile, non è buona, non è sacra.

L’uomo se vuole può guidare il suo desiderio
per una vena di corallo o per un nudo celeste.
Domani gli amori saranno rocce e il Tempo
una brezza che giunge sopita fra i rami.

Per questo non alzo la voce, vecchio Walt Whitman,
contro il fanciullo che scrive
un nome di bambina sul suo guanciale,
né contro il ragazzo che si veste da sposa
nel buio di un guardaroba,
né contro i solitari dei bordelli,
che bevono con disgusto l’acqua della prostituzione,
né contro gli uomini dallo sguardo verde
che amano l’uomo e bruciano in silenzio le loro labbra.
Ma l’alzo contro di voi, pederasti della città,
dalla carne tumefatta e dai pensieri immondi,
madri del fango, arpie, nemici insonni
dell’Amore che dona corone d’allegria. [..]

 

da Ode a Walt Whitman,  Federico García Lorca

 

 A Víznar, presso Granada,  all’alba del 27 agosto del 1936 un ragazzo  di 38 anni viene fucilato, il suo nome è Federico Garcia Lorca, uno tra i poeti spagnoli più conosciuti1396123767-in-memoria-di-federico-garcia-lorca del ‘900. Le infondate ragioni trovano un alibi nel suo essere “rosso”, di sinistra, ma i fatti concreti ci diranno ben altro: il suo corpo non venne mai ritrovato, né fu mai accertato cosa accadde veramente al momento dell’esecuzione. La sua uccisione, probabilmente voluta in realtà perché omosessuale, provocherà riprovazione mondiale: molti intellettuali esprimeranno parole di sdegno, tra le quali spiccano quelle dell’amico Pablo Neruda.

Lo stesso accade ancora oggi e ancora domani accadrà: che uno o dieci o mille ragazzi vengano uccisi in un giorno qualsiasi da un terrore che in realtà non ha – come ci spiega la Harendt – radici così profonde o demoniache come vorremmo credere: è invece nei gesti, nei pensieri, nelle azioni quotidiane di chi trasforma la ricchezza inestimabile della diversità in “-fobia” e puro disprezzo. Riflettiamo.

[I versi citati sono solo un estratto della poesia “Ode a Walt Withman”, bellissimo testo di denuncia sulla condizione dei ragazzi omosessuali degli anni ’30, è un testo che in realtà si trava solo dopo diverse ricerche in rete,  e proprio per questo non appena possibile ne metterò una versione integrale in pdf]