Come colui che andò al mare, Juan Baria

 

 

Come colui che andò al mare
e non lasciò una fonte,
un flauto di canna vicino al focolare addormentato,
uno sguardo attento
al bacio soffocato della sua impronta,
così l’albero, che cresce senza memoria,
così l’azzurro, la voce tra i salici
che parla per nessuno, così la luce
che nulla sa di per sé, né del suo cervo alato
né della sua freccia fugace.
Cade la sera
alle tue spalle, cadono costellazioni
di uomini nel telaio, sulla pietra
inerte, nel mortaio, sopra la terra grigia. Ricorda.
Quello che lasci dietro non tornerà.

 

Como aquél que fue al mar
y no dejó une fuente
una flauta de cana junto al hogar dormido
una mirada atenta
al beso amortiguado de su huella,
así el árbol, que crece sin memoria,
así el azul, la voz entre los sauces
hablando para nadie, así la luz
que nada sabe de sí, ni de su ciervo alado
ni su flecha fugaz.
Cae la tarde
a tu espalda, caen costelaciones
de hombres en el telar, sobre la piedra
inerte, en el mortero, sobre la tierra gris. Recuerda.
Lo que dejas atrás no volverá.

Juan Baria
Traduzione di Raffaella Marzano

 

[Foto: Fan Ho]

 

George Gray, da Antologia di Spoon River, E. Lee Master

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Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Master

 

 

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perchè l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Master, Antologia di Spoon River, Einaudi, 1943

 

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I have studied many times
The marble which was chiseled for me–
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered me and I shrank from its disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one’s life may end in madness,
But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire–
It is a boat longing for the sea and yet afraid.

 Edgar Lee Master , Spoon River Anthology

 

[Foto: Fan Ho, 1954]

 

[Questa poesia-epitaffio, che in modo incisivo ci conduce alla vita dettata attraverso la voce di un morto, ci immerge in una delle letture tuttora più originali e coinvolgenti della storia della letteratura.L’Antologia di Spoon River, scritta e pubblicata tra il 1914 e il 1915 in America, e solo molto dopo grazie al lavoro e all’interesse di due grandi scrittori-traduttori: Cesare Pavese e l’allora giovanissima Fernanda Pivano, arriva qui in Italia, non senza difficoltà per via del regime fascista. La sua originalità è data dal registro linguistico: una poesia che si fa narrazione, o una narrazione in forma di poesia, e dall’aver con tanta vitalità raccontato la vita attraverso la morte, dando nel contempo un chiara e incisiva testimonianza del pensiero del suo autore.

Fernanda Pivano è stata sicuramente la curatrice e traduttrice italiana più appassionata ed attenta, ma tante sono le traduzioni, trasposizioni, opere che si sono ispirate a questo libro, tra queste l’album di De Andrè, Non al denaro non all’amore né al cielo: una sorta di rivisitazione di alcuni testi  dell’opera in chiave moderna.

Trovere quindi altri testi, prossimamente, di un’opera che ha colpito la mia attenzione: la prima lettura di quest’anno e il primo libro del mese di questo blog. ]