Sono forse io, Mirkka Rekola

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E una bruma minuta si alza sulla breve serata
dalle foglie degli alberi, dai volti,
a volte di anonima origine,
respiro sulla pelle della tua mano e dico:
così fa il vento quando gli piaci.

Mirkka Rekola

 

Sono forse io quegli elementi di cui mi servo?
Oggi dico no,
oggi, che ne sono prigioniera,
devo ripetere ancora una volta no.
Annuncio soltanto il fuoco: pronto è il giorno,
terra che in me brucia in questo modo.
Eri talmente a settentrione
che lo sguardo raggiunse l’orizzonte,
e l’unica parola che lasciai per te
mi infreddolì.
Qui per te sono il pegno del nulla
il flutto dismesso dal vento
e puoi guardare.
Il giorno accreditato come un bonifico
su un conto a me ignoto,
e talmente corporea mi sento
per quanto sia possibile in questa situazione.
Ogni notte procede affiancata al giorno
né prima, né dopo.
Come quel merlo corvino
canta di giorno, di notte.
E una bruma minuta si alza sulla breve serata
dalle foglie degli alberi, dai volti,
a volte di anonima origine,
respiro sulla pelle della tua mano e dico:
così fa il vento quando gli piaci.

Mirkka Rekola, da Siedo in questo treno lungo un viaggio (Joker, 2016),

trad. A. Parente

Adesso so… Tanja Kragujević

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Una notte, una stella corse veloce sopra le nubi, e le dissi: “Consumami”

Virginia Woolf, da Le onde

 

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Adesso so che le emozioni
sono sempre affamate.
Come i motivi
della realtà e dell’alfabeto.
Che si fortificano per endovena.

Che non esistono mediatori
e sentieri battuti.
Che devi
nuotare sull’altro lato
dello stesso fiume
che ti ha d’un tratto negato
l’infondatezza del dare.

Pronto ad offrire per loro
la mano sinistra.
Il lobo polmonare destro.

La sfida delle ultime promesse.
Camminando come un sonnambulo
sul lago ghiacciato.
Sull’altra sponda.
Dello stesso amore.

 

Tanja Kragujević

[Foto: Man Ray. Rayograph, 1922]