Demetra in lutto, Rita Dove

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Niente può consolarmi. Potete portare seta
per far sospirare la mia pelle, dispensare rose gialle
come fa qualche vecchio dignitario.
Potete continuare a ripetermi
che sono insostenibile (questo lo so):
eppure, nulla tramuta l’oro in granoturco,
non vi è nulla di dolce per il dente che vi si frantuma.

Non chiederò l’impossibile;
a camminare si impara camminando.
Col tempo scorderò questo mio traboccare di vuoto,
potrò sorridere ancora a
un uccello, forse, che abbandona il nido –
ma non sarà felicità,
poiché quella, io, l’ho conosciuta.

Rita Dove da L’imprevedibile esattezza della grazia

 

[Foto: Ellen Rogers]

 

Totale S.E. & O., Elio Pagliarani

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A dirli questi mesi sembra agevole
con il margine di rischio necessario
a chiamare la vita col suo nome:
primavera invocata tempestiva
fu tempesta, e in vista della terra
il naufragio balordo; giugno vissi
per rassegnarmi a perderti; è di luglio
la più cupa speranza di riuscire
a fare della morte un’abitudine.

 

Elio Pagliarani, da “Inventario Privato” (1959)

 

[Foto: Ellen Rogers]