Il nostro viaggio continua…

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[…] Eppure – chissà –
là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia
la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo
tra ferri arrugginiti e ossi di tori e di cavalli,
tra antichissimi tripodi su cui arde ancora un po’ d’alloro
e il fumo sale nel tramonto sfilacciandosi come un vello d’oro.

G. Ritsos, da Elena

 

 

Carissimi Amici,

una piccola anticipazione sugli autori e i testi che incotreremo tra queste pagine nei prossimi mesi.

Pierluigi Cappello e il suo nuovo lavoro Stato di Quiete; uno tra i più grandi autori greci contemporanei: Ghiannis Ritsos, in Quarta Dimensione, un libro a metà strada tra teatro e poesia; due poeti diventati ormai classici, e di cui abbiamo finalmente la possibilità di ammirarne le opere nella loro complessità: Dario Bellezza e Franco Fortini; e poi Elisa Baldini e i suoi chirurgici versi di Da una crepa; e La Bambina Pugile di Chandra Livia Candiani. Alcune tra le pagine più belle dei Diari di Anais Nin, per molti la migliore tra le opere da lei scritte. E poi gli autori, le poesie, e tutto quello che per caso e per fortuna avremo modo di incontrare lungo questo nostro viaggio …

Ritratti in versi: Dario Bellezza

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Forse mi prende malinconia a letto
se ripenso alla mia vita tempesta e di
mattina alzandomi s’involano i vani
sogni e davanti alla zuppa di latte
annego i miei casi disperati.

Gli orli senza miele della tazza
screpolata ai quali mi attacco a bere
e nella gola scivola piano il mio
dolore che s’abbandona alle
immagini di ieri, quando tu c’eri.

Che peccato questa solitudine, questo
scrivere versi ascoltando il peccatore
cuore sempre nella stessa stanza

con due grandi finestre, un tavolo
e un lettino di scapolo in miseria.

E se l’orecchio poso al rumore solo
delle scale battute dal rimorso
sento la tua discesa corrosa
dalla speranza.

Dario Bellezza da Invettive e licenze, Garzanti, 1971

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Sleale è insistere su chi sono io.
Il punto partenza è scontato
l’arrivo è certo nello stato
attuale: morte come sostanza
o strato finale di un cuore malato.
Oh, vorrei rinascere, ritornare indietro
ma non posso. Troppo ho peccato
di peccati non miei, attribuiti
a posteri, mancati inganni.
Cerco amori nuovi, violente sere.
Perdono chiedo a chi non amai.
Forse verrò domani ad un prato
verde, – e non sarò più solo.

Dario Bellezza, da L’avversario (Mondadori, 1994)

[Foto: Dino Ignani]

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[Quasi sempre quando pubblico un articolo parto dai versi a cui associo un’immagine, questa volta è proprio l’immagine ad avermi ispirato queste due poesie di Dario Bellezza, un ritratto d’autore che riesce secondo me a cogliere l’essenza di questo poeta, “il miglior poeta di questa generazione”, come lo definì Pasolini negli anni ’70. Ua voce per molto tempo dimenticato, anche e soprattutto in virtù della sua stessa esistenza: omosessuale in quegli anni e malato di AIDS, che gli procurarono (a parte i più stretti amici e gli intellettuali che mai si dimenticarono di lui) un grande isolamento. La solitudine ma insieme il bisogno di narrare del suo io, gli amori anch’essi quasi sempre solitari, una vita all’insegna di valori “anti-borghesi”, un verso che è  insieme tradizionale e sperimentale insieme: sono questi i punti di forza dell sua poesia, riproposta recentemente e per la prima volta nella sua interezza nella raccolta Tutte le poesie (Mondadori, 2015)]

La foto di Dino Ignani è solo una tra i tanti ritratti di poeti che questo fotografo è riuscito a cogliere, spesso nella loro essenza. Una bella galleria della poesia contemporanea che vi consiglio di sfogliare:  http://www.dinoignani.net/poeti.html ]