Esistenza, da “Come l’acqua che scorre ” di M. Yourcenar

 

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Strana condizione è quella dell’intera esistenza, in cui tutto fluisce come l’acqua che scorre, ma in cui, soli, i fatti che hanno contato, invece di depositarsi al fondo, emergono alla superficie e raggiungono con noi il mare.

Marguerite Yourcenar, dalla Postfazione a  Anna, Soror (in Come l’acqua che scorre)

[Foto: dal Web]

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[Piccolo frammento dalla postfazione al primo dei tre racconti che compongono Come l’acqua che scorre: Anna, Soror, che è anche – a mio avviso -il più interessante dei tre. Il testo affronta uno tra i temi più difficili di sempre: l’incesto. Che, come sostiene l’autrice stessa,   è l’unica forma di “amore proibito” a rimanere tuttora pienamente inconfessabile. Ed è per questo che solo una grande narratrice come la Yourcenar – capace di entrare tanto nel vissuto storico che esistenziale dei personaggi- poteva avere tale prontezza nell’affrontarlo. E se è vero che “E’ contro le scogliere più scoscese che l’onda si scaglia con maggiore violenza” (M. Yourcenar), è proprio lì che la penna più audace lascia il suo indelebile segno.]