100 di questi anni, caro Tonino…

toninoguerra

 

Adesso sto sempre in casa
e sposto carte o guardo
oltre i vetri della finestra
le mandorle secche attaccate ai rami
che arrivano fino quassù
e sembrano pendagli alle orecchie
di gente che non c’è più.
O sto seduto su una sedia
vicino al camino
e si fa notte presto
con la luce che cade dietro le montagne
e io vado a letto con la voglia di sognare
i giorni che nevicava a Mosca,
e io ero innamorato.

Si fa notte presto, Tonino Guerra

 

TONINO GUERRA, poeta, scrittore e sceneggiatore di fama internazionale, è nato il 16 marzo 1920 a Santarcangelo di Romagna, dove è scomparso il 21 marzo 2012.

Vissuto per trent’anni a Roma, con lunghe soste in Russia, divenuta sua seconda patria, alla fine degli anni ’80 si è trasferito a Pennabilli, antica città malatestiana del Montefeltro, dove era solito trascorrere lunghi periodi estivi, e nella quale è sepolto.

Figlio di genitori contadini (alla madre analfabeta insegnerà a scrivere), durante la seconda guerra mondiale viene deportato in Germania e rinchiuso in un campo d’internamento dove inizia a comporre i primi versi in lingua romagnola. Nell’immediato dopoguerra pubblica la sua prima raccolta di poesie in dialetto, I scarabócc. A questa ne seguono altre, fra le quali I Bu (1972), pietra miliare nella sua opera letteraria. Come prosatore esordisce nel 1952 con il racconto La storia di Fortunato, edito nella collana Einaudi I Gettoni diretta da Elio Vittorini. Pubblica cinquanta libri fra racconti e poesie, vincendo numerosi premi: il Pirandello, il Pasolini, il Gozzano, il Nonino, il Carducci e il Comisso.

Dai primi anni ’50 si è dedicato alla sceneggiatura e ha scritto per i più grandi registi dell’epoca, compresi Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, i fratelli Taviani, Elio Petri, Mario Monicelli, Francesco Rosi, Theo Anghelopulos e Andrej Tarkovskij. Oltre 120 i film da lui sceneggiati, da L’Avventura di Antonioni ad Amarcord di Fellini, vincitore del Premio Oscar. Nella sua lunga carriera ha collezionato quattro David di Donatello, tre nomination all’Oscar, l’Oscar Europeo del Cinema come Miglior Sceneggiatore e una Palma d’Oro a Cannes.

Artista multidisciplinare, alla stregua dei grandi umanisti del Quattrocento, ha espresso i temi della sua poesia nelle più diverse forme artistiche, come si evince dalla collezione delle sue opere in esposizione al museo permanente Nel mondo di Tonino Guerra a Santarcangelo di Romagna.

Biografia e tante altre poesie su http://museotoninoguerra.com/it/home/

Una migrazione cosmica, Marina Cvetaeva

Viki Kollerová Lovers
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Tutto questo è stasera, che dormo con te
M. Cvetaeva
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Una migrazione cosmica è iniziata stasera:
carovane di alberi per la terra scura,
filari di grappoli pronti alla vendemmia,
cascate di stelle di casa in casa,
fiumi che risalgono i corsi – all’indietro!
Tutto questo è stasera, che dormo con te.

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Marina Cvetaeva, da Scusate l’Amore, Poesie 1915-1925 (Passigli Editori, 2013)
Mosca, 1892 – Elabuga, 1941

 

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[Foto: Viki Kollerová, Lovers]

Nella segreta casa della notte, Jorge Teillier

Alexandre Parrot

 

[…]

perché lei e io siamo nascosti
nella segreta casa della notte.

 

Quando lei e io ci nascondiamo
nella segreta casa dalla notte
nell’ora in cui i pescatori guardinghi
rappezzano le loro reti dietro i cespugli,
benché tutte le stelle cadessero
non avrei nessun desiderio da chiedere.

E non importa che il vento dimentichi il mio nome
e passi lanciando grida di burla,
perché lei e io siamo nascosti
nella segreta casa della notte.

Passeggia nella mia stanza
come l’ombra nuda
dei meli sul muro,
e il suo corpo si accende come un albero di pasqua
per una festa di angeli perduti.

Il temporale dell’ultimo treno
passa scuotendo le case di legno.
Le madri chiudono tutte le porte
e i pescatori guardinghi vanno a riempire le loro reti
mentre lei e io ci nascondiamo
nella segreta casa dalla notte.

Nella segreta casa della notte, Jorge Teillier

Trad. E.C.

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Cuando ella y yo nos ocultamos
en la secreta casa de la noche
a la hora en que los pescadores furtivos
reparan sus redes tras los matorrales,
aunque todas las estrellas cayeran
yo no tendría ningún deseo que pedirles.

Y no importa que el viento olvide mi nombre
y pase dando gritos burlones
como un campesino ebrio que vuelve de la feria,
porque ella y yo estamos ocultos
en la secreta casa de la noche.

Ella pasea por mi cuarto
como la sombra desnuda
de los manzanos en el muro,
y su cuerpo se enciende como un árbol de pascua
para una fiesta de ángeles perdidos.

El temporal del último tren
pasa remeciendo las casas de madera.
Las madres cierran todas las puertas
y los pescadores furtivos van a repletar sus redes
mientras ella y yo nos ocultamos
en la secreta casa de la noche.

En la secreta casa de la noche, Jorge Teillier