Rotonda terra, Carlo Betocchi

Endre Penovác

 

Rotonda terra; scena che si ripete,
in te, del saluto serale: consuetudine
mia planetaria, con te e i tuoi tramonti:
trasalimento, di tegola in tegola,
del mio vivere che se ne va col tuo
trapassare, lume diurno, lento,
sul tetto davanti casa; e mio formarsi,
intanto, un petto come di colomba;
e metter piume amorose per la notte
che viene; ravvolgermi unitario
con essa: pigolìo interiore; perdita
dell’umano: divenir mio universale.

 

Carlo Betocchi, in Poesie del sabato (Mondadori, 1980)

 

[Foto: Endre Penovác]

Qui od altrove, a un poeta… Carlo Betocchi

klaus-rotwer

 

Qui od altrove, a un poeta,
il suo tempo è fulmineo,
cometa che declina e scompare
lungo la chioma della sua pazienza.
E non può dire cose più alte di lui.
La gioventù gli è di lievito,
la vecchiaia di paragone,
e quando l’aria è sgombra di messaggi
incotra creature.
Il bene il male in egual misura
a lui non valgon rimpianti,
è come morto fin dalla nascita,
è come vivo dopo la morte.

Carlo Betocchi, da Antologia personale (Panda Edizioni, 1982)

[Foto: Klaus Rotwer]