Lamento del facile cuore, Gesualdo Bufalino

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Tu dalla luna scrivi le tue lettere
più lunghe d’ieri, più bambine d’ieri.

G. Bufalino

 

Troppo facile cuore,
quando mi crescerai?

Ne abbiamo letto libri cattivi
con occhi secchi, con unghie nere,
nella malora delle quattro mura.

O vita, complotto di grandi,
improbo gesto, parola non detta,
nuvola bassa che non fa diluvio.

Ci derisero i topi di granaio,
le lascive fameliche colombe,
venne a fiutarci un angelo la mano.

Fu un viso solo che ci disse no:
contali i lugli, contali i gennai,
sempre allo stesso tavolo sbagliato.

Gli altri si sposano, gridano, vanno.
Tu dalla luna scrivi le tue lettere
più lunghe d’ieri, più bambine d’ieri.

Facile cuore, femmina cuore.

Gesualdo Bufalino, Lamento del facile cuore, da L’amaro miele (Torino, Einaudi, 1996)

 

[Foto: Man Ray, Peggy Guggenheim]