Un blues in forma di non lettera, Julio Cortázar

 Dipinto di Magdalena Wanli

 

Non ti scrivo, d’improvviso guardo il cielo, quella
nuvola di passaggio
e forse tu nel tuo lungomare guarderai una nuvola
e quella è la mia lettera, qualcosa che scorre indecifrabile
e pioggia.

J. Cortazar

 

 

Vedi

Niente è serio e degno di essere ascoltato,
ci siamo fatti giocando tutto il male necessario

vedi, non è una lettera, questa,

ci siamo dati quel miele della notte, il caffè,
il piacere prono, le sigarette torbide
quando nel soffitto rema la luce dell’alba,

vedi
io continuo a pensare a te,

non ti scrivo, d’improvviso guardo il cielo, quella
nuvola di passaggio
e forse tu nel tuo lungomare guarderai una nuvola
e quella è la mia lettera, qualcosa che scorre indecifrabile
e pioggia.

Ci siamo fatti giocando tutto il male necessario
il tempo deposita il resto, i piccoli orsi
dormono accanto a uno scoiattolo sfrondato.

Julio Cortázar, Blues for Maggie, in Carte inaspettate, Einaudi, Torino 2012

 

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Ya ves

nada es serio ni digno de que se tome en cuenta,
nos hicimos jugando todo el mal necesario

ya ves, no es una carta esto,

nos dimos esa miel de la noche, los bares,
el placer boca abajo, los cigarrillos turbios
cuando el cielo raso tiembla la luz del alba,

ya ves,
yo sigo pensando en ti,

no te escribo, de pronto miro el cielo, esa nube que pasa
y tú quizás allá en tu malecón mirarás una nube
y eso es mi carta, algo que corre indescifrable y lluvia.

Nos hicimos jugando todo el mal necesario,
el tiempo pone el resto, los oseznos
duermen junto a una ardilla deshojada.

J. Cortázar, Blues for Maggie en Papeles Inesperados.

 

Foto: dipinto di Magdalena Wanli]

È questo il blues delle cose che non si vedono, Stefano Benni e Robert Johnson

 

È questo il blues delle cose che non si vedono
della mia fatica nel tuo vestito di cotone
del ragno nei tuoi bei capelli biondi
della pallottola che vola verso il cuore.

È questo il blues delle cose che non si vedono
dell’uccello che canta nella chioma dell’albero
delle parole con cui ti sto pensando
del dolore di questa follia in strada.

È questo il blues delle cose che non si vedono
del verme nel ceppo, della bacca nel gin
dei martelletti dentro al pianoforte
dei morti che ridono in fondo al cimitero.

È questo il blues delle cose che non si vedono…
delle parole che ti dissi, mentre si faceva buio.

Snailhand Slim*, Invisible Blues

Stefano Benni, in Elianto

 

[ *Snailhand Slim è il personaggio d’invenzione a cui Stefano Benni, in Elianto,  affida le parole di questo suo testo. In realtà il personaggio di Benni si ispira a Robert Leroy Johnson: una tra le massime leggende del blues ed uno dei più grandi e influenti musicisti del XX. Il video da me scelto racconta brevemente quella che è stata la sua storia, dalla povertà al successo, e la leggenda secondo la quale il cantante fece un patto col diavolo per poter suonare la chitarra come nessun’altro al mondo. ]