Aspettando la pioggia, Attilio Bertolucci

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Che ne sarà di noi se nuvole
non se ne presenteranno più
in questa terra amata proprio
per la sua verde umidità,

se le scorte finiranno prima
dell’inverno per noi e per
gli animali e il tempo bello
umetterà ogni mattina gli orli

delle finestre come un veleno
e la luna ogni notte entrerà
nelle nostre stanze impedendoci
di dormire, se non sapremo più

che fiori portare a coloro
che ci aspettano per chiederci
come mai ancora non li ha
svegliati verso l’alba il rumore

della pioggia sui coppi bruniti
così che possa riprendere
il discorso interrotto un altro
autunno quando l’amore

durava sino alla consumazione del dolore?

 

Attilio Bertolucci, Aspettando la pioggia (da Le poesie, Garzanti, 2014)

 

[Foto: dal Web]

Portami con te, Attilio Bertolucci

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Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l’occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l’amore,

sono gli ultimi giorni dell’inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,

ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione

se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,

sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.

 

Attilio Bertolucci, Portami con te (in “Viaggio d’inverno“)

[Foto: Rui Palha]

E viene un tempo… Attilio Bertolucci

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E viene un tempo che la tua persona
si fa maturando più dolce, si screzia
il tuo volto di bruna come i fiori
che ami, i garofani e i gerani
dell’umida primavera di qui.
Gli anni sono passati, sull’intonaco
inverdito di muffa luce e ombra
si baciano, a quest’ora che volge,
con tale disperata tenerezza
il tempo prolungando dell’addio.

Attilio Bertolucci, in Lettera da casa (1951)

Così i nostri giorni, Attilio Bertolucci

Attilio bertolucci

 

I piccoli aeroplani di carta che tu
fai, volano nel crepuscolo, si perdono
come farfalle notturne nell’aria
che s’oscura, non torneranno più.

Così i nostri giorni, ma un abisso
meno dolce li accoglie
di questa valle silente di foglie
morte e d’acque autunnali

dove posano le loro stanche ali
i tuoi fragili alianti.

Attilio Bertolucci