Amanti, Eugenio Montejo

dipinto Antoni Guansé Brea

Si amavano. Non erano soli sulla sponda
della loro prima notte.
Ed era la terra quella che si amava in loro,
l’oro notturno dei loro giri,
la galassia.

E. Montejo

 

Si amavano. Non erano soli in terra;
avevano la notte, le loro veglie blu,
le loro nuvolaglie.

Vivevano uno nell’altro, si palpavano
come due petali non aperti nel fondo
di un fiore d’aria.

Si amavano. Non erano soli sulla sponda
della loro prima notte.
Ed era la terra quella che si amava in loro,
l’oro notturno dei loro giri,
la galassia.

Oramai non avrebbero due morti. Non si allontaneranno.
Nudi, meravigliati, i loro corpi si distendevano
come file di luci in un lungo aeroporto
dove qualcosa doveva arrivare da molto lontano,
non troppo tardi.

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Se amaban. No estaban solos en la tierra;
tenían la noche, sus vísperas azules,
sus celajes.

Vivían uno en el otro, se palpaban
como dos pétalos no abiertos en el fondo
de alguna flor del aire.

Se amaban. No estaban solos a la orilla
de su primera noche.
Y era la tierra la que se amaba en ellos,
el oro nocturno de sus vueltas,
la galaxia.

Ya no tendrían dos muertes. No iban a separarse.
Desnudos, asombrados, sus cuerpos se tendían
como hileras de luces en un largo aeropuerto
donde algo iba a llegar desde muy lejos,
no demasiado tarde.

Eugenio Montejo, Amantes (Venezuela)espa/ita

Traduzione: cctm

 

[Foto: Antoni Guansé Brea, dipinto]

Amanti, Alejandra Pizarnik

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AMANTI

un fiore
              non lontano dalla notte
              il mio corpo muto 
      si apre
a delicate urgenze di rugiada

____

 

AMANTES

una flor
no lejos de la noche
mi cuerpo mudo
se abre
a la delicada urgencia del rocío

 

_

Alejandra Pizarnik, La figlia dell’insonnia, Crocetti Editore, 2004

 

[Foto: Loie Fuller (1862 – 1928)]

E tuttavia, tra tutte queste amanti…

Ziegfeld girl

 

E tuttavia, tra tutte queste amanti, ce n’è almeno una che ho deliziosamente amata. Era al tempo stesso più delicata e più salda, più tenera e più dura delle altre; quel suo torso esile e pieno faceva pensare a una canna. Mi è piaciuta sempre la bellezza delle capigliature, quell’onda serica e fluttuante; ma, nella maggior parte delle nostre donne, le chiome sono torri, labirinti, barche, o grovigli di vipere. La sua, consentiva a essere quel che mi piace che siano: il grappolo d’uva delle vendemmie, o un’ala. Distesa sul dorso, appoggiando su di me la piccola testa altera, mi parlava dei suoi amori con mirabile inverecondia. Amavo in lei il furore e il distacco nel piacere, i gusti raffinati, la smania di tormentarsi l’anima. Sapevo che aveva dozzine d’amanti; ne perdeva il conto; io non ero che una comparsa che non esigeva la fedeltà. S’era innamorata d’un danzatore chiamato Batilla, così bello da giustificare qualsiasi follia. Tra le mie braccia, singhiozzava il suo nome; la mia approvazione la incoraggiava. In altri momenti, quanto abbiamo riso insieme! Morì, giovane, in un’isola malsana dove l’aveva esiliata la famiglia, in seguito a un divorzio che fece scandalo. Me ne rallegro per lei, perché aveva paura d’invecchiare: ma è un sentimento che non proviamo mai verso coloro che abbiamo veramente amato.

 Marguerite Yourcenar , Memorie di Adriano

Foto: Alfred Cheney Johnston