Difesa dell’allegria, Mario Benedetti

84d2d45164c399c6a6f0a9c6896784e0

 

difendere l’allegria come un diritto
difenderla da dio e dall’inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle compassioni
dall’azzardo
e anche dall’allegria.

M. Benedetti

 

Difendere l’allegria come una trincea
difenderla dallo scandalo e dalla routine
dalla miseria e i miserabili
dalle assenze transitorie
e le definitive
difendere l’allegria come un principio
difenderla dallo stupore e dagli incubi
dai neutrali e dai neutroni
dalle dolci infamie
e dalle gravi diagnosi
difendere l’allegria come una bandiera
difenderla dal fulmine e la malinconia
dagli ingenui e le canaglie
dalla retorica e gli arresti cardiaci
e dalle endemie e dalle accademie
difendere l’allegria come un destino
difenderla dal fuoco e dai pompieri
dai suicidi e dagli omicida
dalle vacanze e dall’oppressione
dall’obbligo di essere allegri
difendere l’allegria come una certezza
difenderla dall’ossido e dalla rogna
dalla famosa patina del tempo
dalla trascuratezza e dall’opportunismo
dai ruffiani della risata
difendere l’allegria come un diritto
difenderla da dio e dall’inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle compassioni
dall’azzardo
e anche dall’allegria.

Mario Benedetti, Difesa dell’allegria

 

 

Defender la alegría como una trinchera
defenderla del escándalo y la rutina
de la miseria y los miserables
de las ausencias transitorias
y las definitivas
defender la alegría como un principio
defenderla del pasmo y las pesadillas
de los neutrales y de los neutrones
de las dulces infamias
y los graves diagnósticos
defender la alegría como una bandera
defenderla del rayo y la melancolía
de los ingenuos y de los canallas
de la retórica y los paros cardiacos
de las endemias y las academias
defender la alegría como un destino
defenderla del fuego y de los bomberos
de los suicidas y los homicidas
de las vacaciones y del agobio
de la obligación de estar alegres
defender la alegría como una certeza
defenderla del óxido y la roña
de la famosa pátina del tiempo
del relente y del oportunismo
de los proxenetas de la risa
defender la alegría como un derecho
defenderla de dios y del invierno
de las mayúsculas y de la muerte
de los apellidos y las lástimas
del azar
y también de la alegría.

Mario Benedetti, Defensa de la alegria

Il diritto all’allegria, Mario Benedetti

mario benedetti

Abbiamo diritto all’allegria. A volte è fumo, nebbia o un cielo velato, ma dietro questi contrattempi c’è lei, in attesa. Nell’anima c’è sempre una fessura a cui l’allegria si affaccia con le pupille vispe. E allora il cuore si fa più vivace, abbandona la quiete ed è quasi uccello. L’allegria sopraggiunge dopo le assenze, alla fine delle nostalgie. Quando ritroviamo ciò che amiamo e la sua unanime rivelazione, è normale che la gioia ci abbracci e ci venga voglia di cantare. Anche se non abbiamo voce, anche se siamo rauchi dei dolori passati.
Dopotutto l’allegria è in prestito, non ci appartiene. E una piccola follia, un premio passeggero, ma ne godiamo come se fosse nostra, come un guadago, come una primavera della vita. Si aggrappa al tempo, trascina quel suo po’ d’infanzia e infila con un soffio nella vecchiaia.
Settimana dopo settimana l’allegria riempie, anno dopo anno, l’allegria rimpie i vuoti. Fino a quando non ce la fa più e diventa tristezza.

Mario Benedetti, Il diritto all’allegria, Nottetempo

Girovagando tra gli scaffali di una libreria, ho trovato all’improvviso questo libro, sul retro queste parole “Abbiamo diritto all’allegria. A volte è fumo, nebbia o un cielo velato, ma dietro questi contrattempi c’è lei, in attesa.”, e subito una carezza lieve e il sorriso quieto e indimenticabile di Benedetti. Ci sono parole che per diverse ragioni hanno un potere particolare, sono ancore, pietre miliari, compagne fedeli, ognuno ha le sue: per me Allegria è una di quelle, così come Dolore, Viaggio, Mistero, Desiderio,  Amore. Rivelano uno o mille mondi, ti attraversano a volte e ti convincono per qualche istante della loro inconfutabile verità. Ero in libreria nella speranza di trovare qualcosa, un attimo, un rigo puntato contro di me, come si puntano oggi i cannocchiali contro le stelle (come direbbe Kafka). Non sono più allegra di prima, ma è stato un bel momento. Non ho preso il libro,  per gioco ho preferito lasciarlo lì, sospeso, e con una foto rubarne una sola pagina.
Un giorno ci rincontreremo. E, ne sono certa, sarà un giorno felice.