La poesia è ancora praticabile, E. Sanguineti

 

… oggi il mio stile è non avere stile

E. Sanguineti

 

la poesia è ancora praticabile, probabilmente: io me
la pratico, lo vedi,
in ogni caso, praticamente così:
con questa poesia molto quotidiana (e molto
da quotidiano, proprio): e questa poesia molto
giornaliera (e molto giornalistica,
anche, se vuoi) è più chiara, poi, di quell’articolo di
Fortini che chiacchiera
della chiarezza degli articoli dei giornali, se hai
visto il “Corriere” dell’11,
lunedì, e che ha per titolo, appunto, “perché è
difficile scrivere chiaro” (e che
dice persino, ahimè, che la chiarezza è come la
verginità e la gioventù): (e che
bisogna perderle, pare, per trovarle): (e che io dico,
guarda, che è molto meglio
perderle che trovarle, in fondo):
perché io sogno di sprofondarmi a testa prima,
ormai, dentro un assoluto anonimato (oggi che ho
perduto tutto, o quasi): (e
questo significa, credo, nel profondo, che io sogno
assolutamente di morire,
questa volta lo sai):
oggi il mio stile è non avere stile.

Edoardo Sanguineti
(1977)

One thought on “La poesia è ancora praticabile, E. Sanguineti

  1. L'Irriverente ha detto:

    Gruppo 63? Mi pare di ricordare anche il suo nome… Di certo c’è qualcosa delle neoavanguardie, in questo caso la composizione di un testo che davvero sembra «giornalistico»: se togliessimo gli a-capo, si potrebbe scambiare per una prosa poco ordinaria. Tutto sommato, non è fra i modi di far poesia che più mi attirino, ma si tratta sempre di punti di vista.

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