E intanto era aprile, P.P. Pasolini

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E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco…

P.P. Pasolini

 

… e intanto era aprile,
e il glicine era qui, a rifiorire.

Prepotente, feroce
rinasci, e di colpo, in una notte, copri
un’intera parete appena alzata, il muro
principesco di un ocra
screpolato al nuovo sole che lo cuoce …
E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco:
e non lo voglio, mi rivolto – arido
nella mia nuova rabbia,
a puntellare lo scrostato intonaco
del mio nuovo edificio.

Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito, ma addirittura rinato,
furia della natura, dolcissima,
mi stronchi uomo già stroncato
da una serie di miserabili giorni,
ti sporgi sopra i miei riaperti abissi,
profumi vergine sul mio eclissi,
antica sensualità

Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo (Garzanti, 1961)

[Foto: P.P. Pasolini]

3 thoughts on “E intanto era aprile, P.P. Pasolini

  1. natipervivereblog ha detto:

    Adoro il grande Pasolini!
    Di lui ho letto e amato la raccolta delle sue poesie nel volume “I meridiani” di Mondadori
    Che incanto!
    Un abbraccio forte
    Adriana

  2. […] via E intanto era aprile, P.P. Pasolini — La terra è blu come un’arancia […]

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