Abbiamo dentro, Mario Benedetti

 

 

Abbiamo dentro un buffone e un angelo
un santo e un carnefice
un ubriaco e un saggio

abbiamo tutti un addio con pianto
un pioppo incontrollato
due tre benvenuti

tutti guardiamo attraverso il sogno
di vetri opacizzati
o di amori autunnali

la tramontana ci spettina in un attimo
se ancora conserviamo
un fiordo di calvizie

siamo alla mercé delle mercedi
delle parole dette
di quelle mai più dette

c’è una fortuna che ci viene data
e un’altra che noi stessi sviluppiamo
con un po’ di fortuna

quando di notte ci inventiamo
il risultato è così splendido
che non ci riconoscono

 

Mario Benedetti, da Il mondo che respiro (in Inventario, a cura di Martha L.Canfield, Le Lettere)
Todos llevamos un bufón y un ángel
un santo y un verdugo
un borracho y un sabio

todos tenemos un adiós llorado
un álamo nervioso
dos o tres bienvenidas

todos miramos a través del sueño
de cristales con vaho
o de amores de otoño

el cierzo nos despeina en un instante
si es que aún conservamos
un fiordo de calvicie

estamos a merced de las mercedes
de las palabras dichas
y las no pronunciadas

hay una suerte que nos viene hecha
y otra que desplegamos
con un poco de suerte

cuando nos inventamos en la noche
quedamos tan espléndidos
que no nos reconocen.

 

Mario Benedetti, da El mundo que respiro

 

[ Foto: Robert Mapplethorpe ]

 

 

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