Essere un fiore, Emily Dickinson

Mariska Karto

essere un fiore, è una profonda
responsabilità –

E. Dickinson

1058

Fiorire – è lo scopo – chi incontra un fiore
e lo guarda senza pensare
a malapena potrà sospettare
la circostanza minore

Partecipare alla faccenda della luce
così complicata
che poi al meriggio come una farfalla
viene donata –

Disporre il bocciolo – combattere il verme –
ottenere la giusta rugiada –
mitigare il calore – eludere il vento –
sfuggire all’ape furfante

Non deludere la grande Natura
che quel giorno l’attenderà –
essere un fiore, è una profonda
responsabilità –

 

Emily Dickinson, Tutte le poesie (Meridiani -Mondadori, 1997)

 

 


1058

Bloom — is Result — to meet a Flower
And casually glance
Would scarcely cause [one] to suspect
The minor Circumstance

Assisting in the Bright Affair
So intricately done
Then offered as a Butterfly
To the Meridian —

To pack the Bud — oppose the Worm —
Obtain it’s right of Dew —
Adjust the Heat — elude the Wind —
Escape the prowling Bee

Great Nature not to disappoint
Awaiting Her that Day —
To be a Flower, is profound
Responsibility —

 

Emily Dickinson ,  Bolts of Melody: New Poems of Emily Dickinson” (Harper, 1945)

 

[Foto: Mariska Karto ]

Il giardino, Jacques Prévert

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Mille anni e poi mille
Non possono bastare
Per dire
La microeternità
Di quando m’hai baciato
Di quando t’ho baciata
Un mattino nella luce dell’inverno
Al Parc Montsouris a Parigi
A Parigi
Sulla terra
Sulla terra che è un astro.

Jacques Prévert, Il giardino

 


LE JARDIN

Des milliers et des milliers d’années
Ne sauraient suffire
Pour dire
La petite seconde d’éternité
Où tu m’as embrassé
Où je t’ai embrassèe
Un matin dans la lumière de l’hiver
Au parc Montsouris à Paris
À Paris
Sur la terre
La terre qui est un astre.

Jacques Prévert

[Foto: Robert Doineau]

Curriculum vitæ, Erich Fried

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e voglio stare con gli uomini e talvolta solo
e compiango ogni notte trascorsa senza amore

E. Fried

Non sono né pietra né nuvola
né campana e neppure liuto
percosso da angelo o demone
Fin dall’inizio non sono stato che un uomo
e non voglio essere altro

Sono cresciuto come uomo
ho subìto il torto
talvolta ho fatto il torto
e talvolta il bene

Come uomo mi indigno
per l’ingiustizia e mi rallegro
per ogni barlume di speranza
Come uomo sono desto e stanco
e lavoro e ho apprensioni
e sete di comprendere
e d’essere compreso

Come uomo provo piacere per i miei amici
e provo piacere per la donna e i figli e i nipoti
e temo per loro e ho nostalgia della sicurezza
e voglio stare con gli uomini e talvolta solo
e compiango ogni notte trascorsa senza amore

Come uomo sono malato e vecchio
e morirò
e non sarò né pietra
né nuvola né campana
ma terra o cenere
ma questo non importa

Erich Fried, La libertà come l’amore

Poesia 306 Luglio/Agosto 2015

 

[Foto: Rodney Smith]

Un incontro inatteso, Wisława Szymborska

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Ci fermiamo a metà della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi

W. Szymborska

 

 

Siamo molto cortesi l’uno con l’altro,
diciamo che è bello incontrarsi dopo anni.
Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell’acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.

Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli già da tanto sono volati via dai nostri capelli.

Ci fermiamo a metà della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi

 

Wisława Szymborska , La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009): Adelphi, 2009

 

[Foto: Napie Moksin]

Boris Ryžhy, due poesie

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Portami lungo viali vuoti,
parlami di qualche sciocchezza,
pronuncia vagamente un nome.
I lampioni piangono l’estate.

Due lampioni piangono l’estate.
Cespugli di sorbo. Una panchina umida.
Amore mio, resta con me fino all’alba,
poi lasciami.

Rimasto come un’ombra offuscata,
vagherò qui ancora un po’, ricorderò tutto,
la luce accecante, il buio infernale,
io stesso fra cinque minuti sparirò.

 

Boris Ryžhy, La nuovissima poesia russa (Einaudi 2005)

 

Веди меня аллеями пустыми,
о чем-нибудь ненужном говори,
нечетко проговаривая имя.
Оплакивают лето фонари.

Два фонаря оплакивают лето.
Кусты рябины. Влажная скамья.
Любимая, до самого рассвета
побудь со мной, потом оставь меня.

А я, оставшись тенью потускневшей,
еще немного послоняюсь тут.
Все вспомню: свет палящий, мрак кромешный.
И сам исчезну через пять минут.


Борис Рыжий (1974-2001)

 

 


 

Non ho camminato nei tuoi sogni,
né mi sono mostrato in mezzo alla folla,
non sono apparso nel cortile
dove pioveva o meglio cominciava
a piovere (questo verso
lo cancello e non lo sostituirò),
era allettante credere, come uno stupido,
che ti avrei incontrato presto,
eri tu che mi apparivi in sogno
(e mi prendeva una dolce tenerezza),
mi sistemavi i capelli sulle tempie.
Quell’autunno perfino le poesie
in parte mi riuscivano bene
(però mancava sempre un verso o una rima
per essere felice)

Boris Ryžhy, La nuovissima poesia russa (Einaudi 2005)

 

Я по снам по твоим не ходил
и в толпе не казался,
не мерещился в сквере, где лил
дождь, верней – начинался
дождь (я вытяну эту строку,
а другой не замечу),
это блазнилось мне, дураку,
что вот-вот тебя встречу,
это ты мне являлась во сне,
и меня заполняло
тихой нежностью, волосы мне
на висках поправляла.
В эту осень мне даже стихи
удавались отчасти
(но всегда не хватало строки
или рифмы – для счастья).

Борис Рыжий (1974-2001)

 


 

Due poesie di Boris Ryžhy (1974-2001), poeta russo contemporaneo, morto suicida appena ventisettenne. La maggior parte delle sue poesie saranno pubblicate solo postume. In Italia possiamo leggere alcuni suoi testi nell’antologia dedicata alla poesia russa contemporanea La nuovissima poesia russa (Einaudi 2005)]

La signora Reece, Edgar Lee Masters

dipinto Veronica Holland

 

A questa generazione vorrei dire:
imparate a memoria qualche verso di verità o bellezza.
Vi potrà servire una volta nella vita.

E. Lee Masters

 

A questa generazione vorrei dire:
imparate a memoria qualche verso di verità o bellezza.
Vi potrà servire una volta nella vita.

Mio marito non ebbe mai niente a che fare
col crollo della banca – era solo un cassiere.
Il crac fu colpa del presidente, Thomas Rhodes,
e del suo fatuo figliolo senza scrupoli.
Però mio marito fu spedito in prigione,
e io restai sola con i figli,
a nutrirli e vestirli e istruirli.
E lo feci e li avviai
nel mondo tutti lustri e robusti,
e questo grazie alla saggezza di Pope, il poeta:

“Recita bene la tua parte, in questo consiste l’onore”.

 

Edgar Lee Masters, La signora Reece (da Antologia di Spoon River, Einaudi)

 

To this generation I would say:
Memorize some bit of verse of truth or beauty.
It may serve a turn in your life.
My husband had nothing to do
With the fall of the bank — he was only cashier.
The wreck was due to the president, Thomas Rhodes,
And his vain, unscrupulous son.
Yet my husband was sent to prison,
And I was left with the children,
To feed and clothe and school them.
And I did it, and sent them forth
Into the world all clean and strong,
And all through the wisdom of Pope, the poet:
“Act well your part, there all the honor lies.”

 

Edgar Lee Masters,  Spoon River Anthology, 1916.

 

[dipinto Veronica Holland]

Il nome dei gatti, T. S. Eliot

Terry Runyan Tree Cats

 

 

È una faccenda difficile mettere il nome ai gatti;
niente che abbia a che vedere, infatti,
con i soliti giochi di fine settimana.
Potete anche pensare a prima vista,
che io sia matto come un cappellaio,
eppure, a conti fatti,
vi assicuro che un gatto deve avere in lista,
TRE NOMI DIFFERENTI. Prima di tutto quello che in
famiglia
potrà essere usato quotidianamente,
un nome come Pietro, Augusto, o come
Alonzo, Clemente;
come Vittorio o Gionata, oppure Giorgio o Giacomo
Vaniglia –
tutti nomi sensati per ogni esigenza corrente.
Ma se pensate che abbiano un suono più ameno,
nomi più fantasiosi si possono consigliare:
qualcuno pertinente ai gentiluomini,
altri più adatti invece alle signore:
nomi come Platone o Admeto, Elettra o
Filodemo –
tutti nomi sensati a scopo familiare.
Ma io vi dico che un gatto ha bisogno di un nome
che sia particolare, e peculiare, più dignitoso;
come potrebbe, altrimenti, mantenere la coda
perpendicolare,
mettere in mostra i baffi o sentirsi orgoglioso?
Nomi di questo genere posso fornirvene un quorum,
nomi come Mustràppola, Tisquàss o Ciprincolta,
nome Babalurina o Mostradorum,
nomi che vanno bene soltanto a un gatto per volta.
Comunque gira e rigira manca ancora un nome:
quello che non potete nemmeno indovinare,
né la ricerca umana è in grado di scovare;
ma IL GATTO LO CONOSCE, anche se mai lo confessa.
Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
la ragione, credetemi, è sempre la stessa:
ha la mente perduta in rapimento e in contemplazione
del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
del suo ineffabile effabile
effineffabile
profondo e inscrutabile unico NOME.

Thomas Stearns Elio,  l libro dei gatti tuttofare (Trad. di Roberto Sanesi, Bompiani , Milano, 1962)

 


 

The Naming of Cats

The Naming of Cats is a difficult matter,
It isn’t just one of your holiday games;
You may think at first I’m as mad as a hatter
When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.
First of all, there’s the name that the family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,
Such as Victor or Jonathan, George or Bill Bailey –
All of them sensible everyday names.
There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:
Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter –
But all of them sensible everyday names.
But I tell you, a cat needs a name that’s particular,
A name that’s peculiar, and more dignified,
Else how can he keep his tail perpendicular,
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?
Of names of this kind, I can give you a quorum,
Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,
Such as Bombalurina, or else Jellylorum –
Names that never belong to more than one cat.
But above and beyond there’s still one name left over,
And that is the name that you never will guess;
The name that no human research can discover –
But THE CAT HIMSELF KNOWS, and will never confess.
When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:
His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable effable
Effanineffable
Deep and inscrutable singular Name.

 

T.S. Eliot

(from “Old Possum’s Book of Practical Cats”)

 

Foto: Terry Runyan, Tree Cats

 

[Grazie al Centro Culturale Tina Modotti che ha condiviso questo bellissimo testo

https://cctm.website/  ]

 

Promemoria, Gianni Rodari

Emil Nolde

 

La conoscenza non è una quantità, è una ricerca

G Rodari

 

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra

Gianni Rodari, Promemoria

 


 

Ai bambini noi non possiamo consegnare l’oceano un secchiello alla volta, però gli  possiamo insegnare a nuotare nell’oceano e allora andrà fin dove le sue forze lo porteranno, poi inventerà una barca e navigherà con la barca, poi con la nave…
Dobbiamo cioè consegnare degli strumenti culturali. La conoscenza non è una quantità, è una ricerca. Non dobbiamo dare ai bambini delle quantità di sapere ma degli strumenti per ricercare, degli strumenti culturali perché lui crei, spinga la sua ricerca fi dove può; poi cercherà certamente sempre a noi spingere più in là e aiutare ad affinare i suoi strumenti.

 

Gianni Rodari, da Grammatica della Fantasia

 

 

[ Foto: Emil Nolde ]

Bolero, J. Cortazar

Flamenco Hoy

 

Sempre sei stata il mio specchio,
voglio dire che per vedermi dovevo guardarti.

J. Cortazar

 

 

Che vanità immaginare
che possa darti tutto, l’amore e la fortuna,
itinerari, musica, giocattoli.
Di sicuro è così:
ti do tutto me stesso, sicuro,
però tutto me stesso non ti basta
come a me non basta che tu mi dia
tutta te stessa.

Per questo non saremo mai
la coppia perfetta, la cartolina,
se non siamo capaci di accettare
che solo in aritmetica
il due nasce dall’uno più uno.

Di là un foglietto
che recita solamente:

sempre sei stata il mio specchio,
voglio dire che per vedermi dovevo guardarti.

Julio Cortazar, da Salvo al crepúsculo, 1985


 

BOLERO
Qué vanidad imaginar
que puedo darte todo, el amor y la dicha,
itinerarios, música, juguetes.
Es cierto que es así:
todo lo mío te lo doy, es cierto,
pero todo lo mío no te basta
como a mí no me basta que me des
todo lo tuyo.

Por eso no seremos nunca
la pareja perfecta, la tarjeta postal,
si no somos capaces de aceptar
que sólo en la aritmética
el dos nace del uno más el uno.

Por ahí un papelito
que solamente dice:

Siempre fuiste mi espejo,
quiero decir que para verme tenía que mirarte.

 

Julio Cortazar, Salvo el crepúsculo, 1985

 

 

Ride su me la primavera, Sandro Penna

Hiroshi Watanabe

 

 

Ride su me la primavera. Tornano
le rondini, si sa. Volano via
via le parole degli amici stolti.

Ritornano per me ora le antiche
parole dell’amore. In te fanciullo
splendono. Giuocano nei tuoi passi
incerti. Ma certa in me cammina
solitaria e tranquilla la felicità.

 Sandro Penna, Ride su di me la primavera
 _
[Foto Hiroshi Watanabe]