Ti ho sempre soltanto veduta, Cesare Pavese

pavese

 

nei tuoi istanti più belli
ti ho sempre soltanto veduta,
sempre soltanto sognata.

C. Pavese

 

 

Ti ho sempre soltanto veduta,
senza parlarti mai,
nei tuoi istanti più belli.
Ma ho l’anima ormai tanto tesa,
schiantata dalla tua figura,
che non trovo più pace
al suo brivido atroce.
E non posso parlarti,
nemmeno avvicinarmi,
ché cadrebbero tutti i miei sogni.
Oh se tale è il tremore orribile
che ho nell’anima questa notte,
e non ti conoscerò mai,
che cosa diverrebbe il mio povero cuore
sotto l’urto del sangue,
alla sublimità di te?
Se ora mi par di morire,
che vertigine folle,
che palpiti moribondi,
che urli di voluttà e di languore
mi darebbe la tua realtà?
Ma io non posso parlarti,
e nemmeno avvicinarmi:
nei tuoi istanti più belli
ti ho sempre soltanto veduta,
sempre soltanto sognata.

 

Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

6 thoughts on “Ti ho sempre soltanto veduta, Cesare Pavese

  1. Franz ha detto:

    lancinante struggente… candido amore non vissuto, ma triturato nel cuore…

  2. L'Irriverente ha detto:

    Questa entra di diritto nella categoria delle dichiarazioni altissime a persone irraggiungibili. C’è qualcosa d’infinitamente tragico in molti amori entrati in letteratura, di quelli che rimangono sospesi nel possibile e ostacolati da tante e tante circostanze sfavorevoli; così noi lettori tocchiamo le vette sublimi scaturite da un rimpianto, una sconfitta o un gigantesco “se…” conficcatosi in mezzo al “cammin di nostra vita” (Dante). Questo genere un po’ elegiaco è il raggio di luce nelle tenebre, una gioia fra le disgrazie sentimentali di un poeta: come i reperti di Pompei sono quel tesoro conservatoci proprio dallo “sterminator Vesevo” (Leopardi), così le poesie che testimoniano un amore pensato e non raggiunto hanno quella carica potente e triste, profondamente umana e altissima. Poi non so se a Pavese sia andata meglio, dovrei leggermi la raccolta; ma il tuo è un ottimo trailer.

    • Gilda ha detto:

      Beh non tanto, anzi in generale nella vita credo gli sia andata peggi.. Comunque sì penso che sia una buona poesia “trailer”, Anima inquieta come molti artisti, ma soprattutto molti poeti… Pavese, Silvia Plath, Campana, la Cvetaeva e tanti altri sembrano rafforzare l’idea che la poesia sia per anime capaci di toccare il fondo, scrutare l’abisso e qualche volta non risalire più. Purtroppo non vi è al mondo la stessa delicatezza di cui troviamo in versi come questi, delicatezza rara e preziosa.

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