Le opere d’arte sono di un’indicibile solitudine, R. M. Rilke

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Essere artisti vuol dire: non calcolare e contare;
maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire.
Ché l’estate viene.

R.M. Rilke

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Le opere d’arte sono di un’indicibile solitudine […]. Tutto è portare a termine e poi generare. Lasciar compiersi ogni impressione e ogni germe d’un sentimento dentro di sé, nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria ragione, e attendere con profonda umiltà e pazienza l’ora del parto d’una nuova chiarezza: questo solo si chiama vivere da artista: nel comprender come nel creare.
Qui non si misura il tempo, qui non vale alcun termine e dieci anni son nulla. Essere artisti vuol dire: non calcolare e contare; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire. Ché l’estate viene. Ma viene solo ai pazienti, che attendono e stanno come se l’eternità giacesse avanti a loro, tanto sono tranquilli e vasti e sgombri d’ogni ansia. Io l’imparo ogni giorno, l’imparo tra i dolori, cui sono riconoscente: pazienza è tutto.

Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta

 

[Oggi ho voglia di condividere con voi un piccolo frammento di uno dei libri che è spesso posato sulla mia scrivania, un libro che in realtà sarebbe meglio definirlo segna-libro, perchè è tanto intimo nella sua composizione (si tratta infatti di una raccolta di lettere del poeta Rilke a un giovane poeta e non solo), da essere capace di entrare in intimità e dare un po’ di conforto, quando tutto sembra vano e inutile, e quindi la sua costanza spesso si fa necessaria. Nel libro oltre a consigli più o meno condivisibili è possibile scorgere a tratti parti della sua stessa arte poetica e quindi dello spessore umano dell’artista. Amo molto epitolari, diari e qualsiasi scritto intimo, al punto che spesso conosco più questi di opere più importanti , è per me un po’ come avere una chiave magica per un accesso remoto e intimo.]

4 thoughts on “Le opere d’arte sono di un’indicibile solitudine, R. M. Rilke

  1. Aria Mich ha detto:

    Trovai anch’io una parte di questa lettera. Fa davvero bene leggerle, ed anch’io prediligo le epistole, che sono fatte di intimi pensieri.

  2. L'Irriverente ha detto:

    È vero: le lettere, gli appunti, i fogli sparsi ritrovati post mortem da qualche parente in un cassetto, dicono moltissimo dell’autore e sono la base migliore per qualunque commento – a meno che un autore particolarmente burlone non decida di comporre un falso epistolario per depistare gli eredi e i critici… ma non credo sia il caso di Rilke.

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