Ti ho nascosto, Miklós Radnóti

Dettaglio La Primaveradi Botticelli

 

… e come un dio in sogno
ti stringo nelle mie cento braccia.

M. Radnóti

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Ti ho nascosto a lungo,
come il ramo tra le foglie
il frutto che tarda a maturare,
e ora fiorisci ai miei occhi
come sullo specchio della finestra d’inverno
il fiore giudizioso del ghiaccio.
E so già cosa significa
quando posi la mano sui capelli,
e custodisco già nel cuore
il movimento della caviglia,
e il bell’arco delle costole
che ammiro con distacco,
come chi s’è riposato
su tali meraviglie che respirano.
Eppure nei miei sogni
spesso ho cento braccia
e come un dio in sogno
ti stringo nelle mie cento braccia.

 

Miklós Radnóti, da Mi capirebbero le scimmie (Donzelli Poesia, 2009)

______

 

Rejtettelek

Rejtettelek sokáig,
mint lassan ért gyümölcsét
levél közt rejti ága,
s mint téli ablak tükrén
a józan jég virága
virúlsz ki most eszemben.
S tudom már mit jelent ha
kezed hajadra lebben,
bokád kis billenését
is őrzöm már szivemben,
s bordáid szép ivét is
oly hűvösen csodálom,
mint aki megpihent már
ily lélekző csodákon.

És mégis álmaimban
gyakorta száz karom van
s mint álombéli isten
szondák száz karomban.

Miklós Radnóti da “Összes versei”, Magyar Helikon, 1963

 

[Foto: Primavera di Botticelli (dettaglio)]

 

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