Siamo stanchi di diventare giovani seri, P.P. Pasolini (da Lettere luterane)

lettere-luterane-p-76

Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare
qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.

P.P. Pasolini

________

 

Signor Maestro, abbiamo visto il Diavolo dell’Angelo
nero come Luciano ‘o Sarracino: «Gridate Viva
Benjamin Spock», ci fa. Occorre la bacchetta.
Basta con l’Agàpe, vogliamo l’Anànke.

Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare
qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.

Non vogliamo essere subito già così sicuri.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni.
Sciopero, sciopero, compagni! Per i nostri doveri.

Signor Maestro, la smetta di trattarci come scemi
che bisogna sempre non offendere, non ferire,
non toccare. Non ci aduli, siamo uomini, Signor Maestro!

(Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane)

 

[Foto: P.P. Pasolini, Lettere luterane, p. 76]

 

22 thoughts on “Siamo stanchi di diventare giovani seri, P.P. Pasolini (da Lettere luterane)

  1. Le5stanze ha detto:

    io la amooo grazie

  2. marzia ha detto:

    Chi è il signor Maestro che si interpella secondo te?
    Cristo?

    • Gilda ha detto:

      No, credo sia al sistema di istruzione in generale. Pasolini infatti sosteneva la necessità dell’abolizione di quella che era allora la scuola dell’obbligo e della televisione.

      • marzia ha detto:

        Fu profeta…forse non compreso dai più, che ne dici?

      • Gilda ha detto:

        Come si poteva comprendere una persona che sosteneva che la scuola media dell’obbligo fosse inutile, molti si fermarono alla superficie. In realtà lui non era contro l’istruzione o l’alfabetizzazione, ma sottolineava la necessità di una scuola capace di formare menti attive, che preservasse la vivacità dei ragazzi, non che li appiattisse nell’opaco sistema di massa.

        Un altro che ebbe lo stesso “coraggio” in questa direzione fu Don Milani, non so se conosci la storia della sua scuola di Barbiana. Ne è testimonianza la “Lettera a una professoressa”: una fortissima critica alla neo nata scuola media dell’obbligo. Dove si legge: “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto fare le parti uguali tra disuguali”.
        E ci si riferisce alle diverse condizioni in cui si trovavano i figli dei ricchi da quelli dei poveri. I primi avevano fin dalla nascita libri, spazio,tempo, silenzio per lo studio e la possibilità di avere ore private di lezione. I poveri niente di tutto questo, spesso vivevano in un’unica stanza non avevano silenzio e concentrazione per studiare, dovevano lavorare. Come Pasolini ci si riferisce soprattutto alla scuola media. Infatti negli anni ‘ 60 quando con una legge si stabilì di non bocciare (salvo eccezioni, che non erano poi così poche nella realtà) alle elementari e di innalzare gli anni dell’obbligo in realtà i problemi e le differenze si acuirono e la scuola media per i ragazzi poveri rappresentava non un motivo per migliorare la loro condizione, ma un fastidio o motivo di sentirsi sempre più inferiori rispetto ai figli dei borghesi. Don Milani era figlio di borghesi, decise però di farsi prete soprattutto per aiutare i poveri, in particolare negli ultimi anni i ragazzi di Barbiana. La sua era una scuola a tempo pieno, dove anche attività quali sci e nuoto erano considerate materie di studio. E dove si studiava fino a 13 ore al giorno. Perché lui considerava il saper scrivere il saper parlare una forma di potere positivo.

      • marzia ha detto:

        Mi hai nominato un mio mito..
        Conosco bene la sua storia.
        Lorenzo appartiene ai miti della mia generazione, Gilda e quanto uscì la fiction a lui dedicata non ti nascondo che piansi.
        Quanto avrei voluto conoscere Lorenzo..
        Andando in Toscana, lambimmo Barbiana e lo immaginai là..sai Gilda?
        Avevamo capito tutto, Pier Paolo e Lorenzo
        “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto fare le parti uguali tra disuguali”…
        Mi chiedo se e dove ci siano uomini e donne così illuminati in questi nostri tempi oscuri..

      • Gilda ha detto:

        Ne sono felicissima. Io un giorno spero di andarci. Don Milani è stato un grande grande grande pedagogo. Se non hai letto la lettera devi leggerla, è in realtà scritta da otto suoi allievi (da non crederci), lui fece da supervisore. Ebbe un impatto fortissimo sulle teorizzazioni future.

        Sì per fortuna c’è ancora chi lotta strenuamente per i valori in cui crede. Ritorno alla poesia di Borges per dirti che non servono azioni eclatanti, il mondo lo si salva a piccoli passi, con gesti delicati e sinceri. 🙂

        Grazie, hai un’apertura rara e preziosa 🙂

      • marzia ha detto:

        Non l’ho letta, ma so di che parli…
        Concordiamo con Borges, vero Gilda?
        😉

      • Gilda ha detto:

        Assolutamente Sì 🙂

    • Gilda ha detto:

      “Abolire immediatamente la scuola media d’obbligo.
      La scuola d’obbligo è una scuola di iniziazione alla qualità di vita piccolo borghese: vi si insegnano delle cose inutili, stupide, false, moralistiche, anche nei casi migliori (cioè quando si invita adulatoriamente ad applicare la falsa democraticità dell’autogestione, del decentramento ecc: tutto un imbroglio). Inoltre una nozione è dinamica solo se include la propria espansione e approfondimento: imparare un po’ di storia ha senso solo se si proietta nel futuro la possibilità di una reale cultura storica. Altrimenti le nozioni marciscono: nascono morte, non avendo futuro, e la loro funzione dunque altro non è che creare , col loro insieme, un piccolo borghese schiavo al posto di un proletario o di un sottoproletario libero (cioè appartenente a un’altra cultura, che lo lascia vergine a capire eventualmente nuove cose reali, mentre è ben chiaro che chi ha fatto la scuola d’obbligo è prigioniero del proprio infimo cerchio di sapere, e si scandalizza di fronte a ogni novità). Una buona quinta elementare basta oggi a un operaio e a suo figlio. Illuderlo di un avanzamento, che è una degradazione, è delittuoso: perché lo rende: primo, presuntuoso (a causa di quelle due miserabili cose che ha imparato); secondo (e spesso contemporaneamente), angosciosamente frustrato, perché quelle due cose che ha imparato altro non gli procurano che la coscienza della propria ignoranza”.

      P.P. Pasolini

      Questo brano riassume piuttosto bene il suo pensiero a tal proposito.

      Ovviamente non era contro l’istruzione quale forma di elevazione dell’animo ma ad una scuola che forma menti irrigidite e passive.

  3. marzia ha detto:

    Errata corrige
    “Avevano capito tutto”

  4. lea2509 ha detto:

    Pasolini è stato, è e sempre sarà il migliore!

  5. gelsobianco ha detto:

    Sono affascinata da questo tuo post, Gilda cara.
    Le grandi parole di Pasolini e l’intreccio dei pensieri tuoi e di quelli di Marzia.
    Posso solo inchinarmi a tanta sensibilità.
    Pasolini… quanto coraggio in lui
    Don Milani…
    Grazie di cuore.
    “Inoltre una nozione è dinamica solo se include la propria espansione e approfondimento: imparare un po’ di storia ha senso solo se si proietta nel futuro la possibilità di una reale cultura storica. Altrimenti le nozioni marciscono:” ❤
    gb

    • Gilda ha detto:

      Grazie a te amica cara,
      Pasolini, don Milani, uomini grandi, grandissime voci che con le loro azioni e i loro pensieti hanno combattuto molto, non necessariamente per “vincere”, ma sempre per dire!

      • gelsobianco ha detto:

        sì, sempre per dire liberamente.
        Un abbraccio, Gilda cara
        A presto!
        gb
        E in che mondo viviamo oggi! Mah…

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