La vetta dell’albero, F. Fortini

hengki-koentjoro

 

Stasera ci vedremo. Ci diremo
parole che potrebbero portarci
per sempre lontani da noi. Ma anche è possibile
che dopo il sonno e dopo molti sonni
si venga a una notte chiarissima, a un’altra
giornata da intraprendere.
_                                               E ora mi chiedo
dov’è la forza che prego per noi.
Se tra i miei occhi alla radice della fronte
o sotto lo sterno dove il sussulto si ostina
o nella vetta dell’albero che spia la pioggia
o in te che patisci sulle piccole spalle
il peso del dio senza conoscerlo.

4 giugno 1981

Franco Fortini, La vetta dell’albero (da Versi per la fine dell’anno, in Paesaggio con serpente. Versi 1973-1983, Einaudi, Torino 1984)

 

[Foto: Hengki Koentjoro]

4 thoughts on “La vetta dell’albero, F. Fortini

  1. tachimio ha detto:

    Grazie Gilda. Una poesia dove augurare che davvero dopo il sonno arrivi una notte chiarissima, un risveglio quasi di quell’amore sopito troppo a lungo. Un abbraccio e buona domenica. Isabella

  2. marzia ha detto:

    L’ha ribloggato su Alchimiee ha commentato:
    Il fiorentino Franco Lattes, noto come Fortini, fu poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano.
    Personalità molto interessante del nostro panorama culturale ed artistico, merita di essere meglio conosciuto.

  3. Gilda ha detto:

    Grazie a te! 🙂

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