Attesa, Raymond Carver

anny-garlan

 

 

Esci dalla statale a sinistra e
scendi giù dal colle. Arrivato
in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada
arriva a un bivio. Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra.
Prosegui. Poco prima
della fine della strada incroci
un’altra strada. Prendi quella
e nessun’altra. Altrimenti
ti rovinerai la vita
per sempre. C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. È quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. È quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino a ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

Raymond Carver, Attesa

 

[Foto: Anny Garlan ]

5 thoughts on “Attesa, Raymond Carver

  1. L'Irriverente ha detto:

    Bella! In effetti è tutta costruita sull’attesa: è una specie di storia, quindi il lettore si sentirà attratto verso il finale, che in qualche modo giungerà imprevisto.
    Una curiosità: il nome del tuo blog – originale e surreale – mi ha sempre incuriosito, così vorrei sapere da dove è nato.

    • Gilda ha detto:

      Il titolo è tratto dal verso iniziale di una poesia di Eluard, poeta surrealista.

      La terra è blu come un’arancia
      Mai un errore le parole non mentono
      Non vi fanno più cantare.
      E’ il turno dei baci ora intendersi
      I folli e gli amori.
      Lei le sue labbra complici
      Tutti i segreti tutti i sorrisi
      E che vestiti indulgenti
      Da crederla tutta nuda.

      Le vespe sciamano verde.
      L’alba si attorciglia sul collo
      Una collana di finestre
      Ali a coprire le foglie.
      Possiedi tutte le gioie solari
      Tutto il sole sulla terra
      Sui sentieri della tua bellezza.

      Io pur leggendo già prima Eluard, l’ho conosciuta attraverso “Il Verbale”, romanzo di Le Clezio. Libro letto in un periodo non troppo positivo della mia vita. Me ne sono subito innamorata e da lì è nata la voglia di aprire un blog con questo titolo, che per me è un mondo. Io sono di quelli che adora il surrealismo, non soltanto quello riferito al movimento nato negli anno ’20 e che ha coinvolto tantissimi autori tutt’ora letti, ma anche quello che travalica il movimento in sé, che lo ha in qualche modo preceduto (vedi Kafka) e che lo ha seguito (penso che tutt’ora poeti ed artisti di ogni genere abbiano un debito col surrealismo, anche se tanti lo dimenticano e quasi lo snobbano come cosa ormai trascorsa). E’ stato il surrealismo, credo, l’unico movimento artistico in grado di coinvolgere tutte le forme d’arte con una vivacità mai vista, in tutto il mondo… e non solo, di coinvolgere – in quella dimensione che assunse tanta centralità nella prima metà del ‘900, il sogno – arte e scienza contemporaneamente, le quali per la prima volta si sono trovate a confrontarsi e a dialogare, ad esigere l’una dall’altra. (Freud considerava Arthur Schnitzler (autore de “Il doppio sogno“) il suo doppio , , per la capacità introspettiva dei suoi testi.
      Insomma, è un verso che per me rappresenta un autentico manifesto. Anche perché per indole io mi sento in qualche modo surrealista.

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